giovedì 29 dicembre 2011

Il nuovo programma dell'UE per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (2014-2020)

Fino a 5 milioni di persone, quasi il doppio delle attuali, potrebbero avere la possibilità di studiare o di formarsi all'estero con una borsa Erasmus per tutti, il nuovo programma dell'UE per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport proposto dalla Commissione europea per il periodo 2014-2020. Tra queste figurerebbero circa 3 milioni di studenti dell'istruzione superiore e della formazione professionale. Anche gli studenti di master beneficerebbero di un nuovo programma di garanzia dei prestiti istituito con il Gruppo Banca europea per gli investimenti. Il programma settennale Erasmus per tutti, che avrebbe un bilancio totale di 19 miliardi di EUR, dovrebbe iniziare nel 2014.

La presente proposta è attualmente all'esame del Consiglio (27 Stati membri) e del Parlamento europeo che prenderanno la decisione finale sul quadro di bilancio per il periodo 2014-2020.

Aggiornamento: l'11 maggio 2012 i Ministri dell'istruzione  hanno approvato la proposta della Commissione relativa al nuovo "Programma Erasmus per tutti".

Il Commissario per l'istruzione, la cultura, la gioventù e il multilinguismo, Androulla Vassiliou, ha manifestato piena soddisfazione sull'ampio ampio consenso ottenuto sui principali punti del programma, incentrati sul valore aggiunto europeo. Il Consiglio ha tuttavia introdotto alcune modifiche alla proposta della Commissione, in particolare l'introduzione di un capitolo sui giovani con un budget separato.

La discussione sul bilancio sarà comunque ripresa durante i negoziati in corso sul quadro finanziario pluriennale. La decisione finale sul programma sarà adottata congiuntamente dal Consiglio e dal Parlamento europeo.
 
Erasmus per tutti


Erasmus per tutti raggrupperebbe tutti gli attuali programmi dell'UE, anche quelli di dimensione internazionale, nel settore dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, sostituendo i sette programmi esistenti (Programma di apprendimento permanente (Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig), Gioventù in azione, Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione bilaterale con i paesi industrializzati) con un unico programma. Ciò aumenterà l'efficienza, semplificherà la presentazione delle domande di borse e ridurrà la duplicazione e la frammentazione. 
 
La Commissione propone un incremento del 70% circa rispetto all'attuale bilancio settennale, che equivarrebbe a uno stanziamento di 19 miliardi di EUR per il nuovo programma nel periodo 2014-2020. Questa cifra tiene conto delle stime dell'evoluzione dell'inflazione e comprende la spesa prevista per la cooperazione internazionale.

Il nuovo programma si concentrerà sul valore aggiunto dell'UE e sull'impatto di sistema e sosterrà tre tipi di azioni: opportunità di apprendimento per i singoli, sia all'interno che al di fuori dell'UE; cooperazione istituzionale tra istituti d'istruzione, organizzazioni giovanili, imprese, autorità locali e regionali e ONG; e sostegno alle riforme negli Stati membri per modernizzare i sistemi di istruzione e formazione e promuovere l'innovazione, l'imprenditorialità e l'occupabilità.
 
Due terzi dei finanziamenti sarebbero spesi per le borse di mobilità per migliorare le conoscenze e le competenze.

La struttura razionalizzata del nuovo programma, insieme con i relativi investimenti notevolmente aumentati, consentiranno all'UE di offrire a studenti, tirocinanti, giovani, docenti, operatori giovanili e altri soggetti maggiori opportunità di miglioramento delle competenze, di sviluppo personale e di ampliamento delle prospettive di lavoro. Erasmus per tutti promuoverà anche la ricerca e l'insegnamento in materia di integrazione europea e sosterrà lo sport di base. 
 
Fonte: RAPID

Il futuro programma per incentivare la competitività delle imprese e le PMI nel periodo 2014-2020

Promuovere l'accesso ai finanziamenti ed incoraggiare una cultura imprenditoriale, inclusa la creazione di nuove imprese, sono i temi centrali del nuovo programma di sostegno finanziario presentato a Bruxelles dalla Commissione europea.

Con un bilancio di 2,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, il
programma per la competitività delle imprese e le PMI (COSME) è uno strumento di finanziamento che continua in larga misura le attività inserite nell'attuale programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP). In particolare il nuovo programma si rivolge a:

1) imprenditori, soprattutto PMI, che beneficeranno di un accesso agevolato ai finanziamenti per le proprie imprese,

2) cittadini che desiderano mettersi in proprio e devono far fronte alle difficoltà legate alla creazione o allo sviluppo della propria impresa,

3) autorità degli Stati membri che riceveranno una migliore assistenza nella loro attività di elaborazione e attuazione di riforme politiche efficaci.



PROGRAMMA COSME

Il programma per la competitività delle imprese e le PMI (COSME) si concentrerà sugli strumenti finanziari e sul sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e sarà semplificato per agevolare la partecipazione delle piccole imprese. Gli obiettivi generali del programma sono i seguenti:
  • Migliorare l'accesso ai finanziamenti destinati alle PMI sotto forma di capitale o debito. Innanzitutto, uno strumento di capitale proprio per gli investimenti in fase di sviluppo che fornirà alle PMI, tramite intermediari finanziari, finanziamenti di capitale proprio rimborsabili ad orientamento commerciale, principalmente sotto forma di capitale di rischio. In secondo luogo, uno strumento di prestito che prevede accordi di condivisione dei rischi diretti o di altro tipo con intermediari finanziari per coprire i prestiti destinati alle PMI.
  • Agevolare l'accesso ai mercati sia dell'Unione che mondiali. Servizi di sostegno alle imprese orientate alla crescita, tramite la rete Enterprise Europe, per favorirne l'espansione commerciale nel mercato unico. Questo programma fornirà inoltre sostegno commerciale alle PMI al di fuori dell'UE. Non mancherà inoltre il sostegno alla cooperazione industriale internazionale, in particolare per ridurre le differenze nei contesti normativi ed imprenditoriali tra l'UE e i suoi principali partner commerciali.
  • Promozione dell'imprenditorialità. Le attività in questo settore comprenderanno lo sviluppo di abilità e attitudini imprenditoriali, in particolare tra i nuovi imprenditori, i giovani e le donne.
Si prevede che il programma assisterà circa 39 000 imprese all'anno, aiutandole a creare o a salvare 29 500 posti di lavoro e a lanciare 900 nuovi prodotti, servizi o processi commerciali.

L'accesso al credito sarà più facile, specie per gli imprenditori che desiderano avviare attività transfrontaliere, con 3,5 miliardi di prestiti e investimenti aggiuntivi previsti per le imprese europee.

La dotazione finanziaria per l'attuazione del programma sarà di 2,5 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi saranno destinati agli strumenti finanziari. Il restante bilancio sarà impiegato per finanziare la rete Enterprise Europe, la cooperazione internazionale fra le industrie e l'educazione all'imprenditorialità.

Fonte: RAPID

mercoledì 28 dicembre 2011

I 9 strumenti di azione esterna per il periodo 2014-2020, che permetteranno di rafforzare il ruolo dell'Europa nel mondo

La Commissione europea ha adottato le proposte di bilancio per gli strumenti di azione esterna per il periodo 2014-2020, che permetteranno all'Unione di assolvere le proprie responsabilità sulla scena mondiale: lottare contro la povertà e promuovere la democrazia, la pace, la stabilità e la prosperità.

La gamma di strumenti previsti contribuirà a sostenere i paesi in via di sviluppo, i paesi del vicinato europeo e quelli che stanno preparando l'adesione all'UE. La Commissione cercherà di indirizzare le sue risorse laddove sono maggiormente necessarie e in grado di produrre i migliori risultati, assicurando al contempo maggiore flessibilità per poter reagire tempestivamente in caso di eventi imprevisti. Questo bilancio permetterà inoltre all'UE di consolidare ulteriormente il suo ruolo sulla scena mondiale e di promuovere i suoi interessi e valori.

 
Le proposte di bilancio sosterranno il nuovo approccio della Commissione – "Un programma di cambiamento" – volto a concentrare l'aiuto dell'UE in meno settori, a sostegno della democrazia, dei diritti umani e del buon governo, e a stimolare la crescita inclusiva e sostenibile. 

Applicando il nuovo principio della "differenziazione", l'UE destinerà un volume più consistente di fondi laddove ritenga che il suo aiuto possa produrre risultati migliori: nelle regioni e nei paesi più bisognosi, compresi gli Stati fragili. I paesi in grado di generare risorse sufficienti a garantire il loro sviluppo non riceveranno più sovvenzioni bilaterali, ma beneficeranno di nuove forme di partenariato e continueranno a ricevere fondi attraverso i programmi tematici e regionali. A complemento, saranno introdotte diverse modalità innovative di cooperazione come la combinazione di prestiti e sovvenzioni. 

Il nuovo strumento di partenariato costituisce una delle principali innovazioni della politica esterna e ne è uno strumento fondamentale, in quanto mira a difendere e a promuovere gli interessi dell'UE e ad affrontare le principali sfide mondiali. Tale strumento permetterà inoltre all'UE di attuare programmi che vanno oltre la cooperazione allo sviluppo con i paesi industrializzati, le economie emergenti e i paesi in cui l'UE ha interessi rilevanti. 

L'importo totale proposto per i nove strumenti ammonta a 96,2494 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 (prezzi correnti). 

Strumento di assistenza preadesione (IPA): 14,110 miliardi di euro

Strumento europeo di vicinato (ENI): 18,182 miliardi di euro

Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI): 23,295 miliardi di euro

Strumento di partenariato: 1,131 miliardo di euro

Strumento per la stabilità (IfS): 2,829 miliardi di euro

Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR): 1,578 miliardo di euro

Strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare: 631 milioni di euro

Strumento a favore della Groenlandia: 219 milioni di euro

Fondo europeo di sviluppo (FES, esterno al bilancio dell'UE): 34,276 miliardi di euro

Il principio della differenziazione 

Il principio della differenziazione sarà applicato innanzitutto ai paesi interessati dal DCI e dall'ENI. Nell'ambito del DCI, si propone che 17 paesi a reddito medio-alto (Argentina, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Kazakhstan, Iran, Malaysia, Maldive, Messico, Panama, Perù, Thailandia, Venezuela e Uruguay) e due grandi paesi a reddito medio-basso il cui PIL è superiore all'1% del PIL mondiale (India e Indonesia) entrino a far parte di nuovi partenariati non basati su aiuti bilaterali. Le economie emergenti quali, in particolare, la Cina, il Brasile e l'India sono ora considerate partner dell'UE per affrontare le sfide mondiali.

Gli strumenti di vicinato e di assistenza preadesione

Nel contesto dell'approccio rinnovato nei confronti della politica europea di vicinato (PEV), il nuovo ENI permetterà di fornire un sostegno mirato agli stessi 16 paesi interessati dal precedente strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI). In linea con i principi di differenziazione e "more for more" (maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno), l'ENI permetterà di sostenere il consolidamento delle relazioni con i paesi partner e apporterà benefici tangibili sia all'UE sia ai suoi partner in ambiti quali la democrazia e i diritti umani, lo Stato di diritto, il buon governo, l'economia sostenibile e lo sviluppo sociale, nonché la progressiva integrazione economica nel mercato unico europeo.

L'UE continuerà a sostenere i paesi dell'allargamento attraverso uno strumento rinnovato di assistenza preadesione (IPA), sulla base dei risultati positivi ottenuti grazie allo strumento attuale. L'IPA aiuterà questi paesi ad attuare le strategie di riforma globali necessarie per preparare l'adesione futura, con particolare riguardo per la cooperazione regionale, l'applicazione della legislazione e degli standard dell'UE, la capacità di gestire le politiche interne dell'Unione dopo l'adesione e il conseguimento di risultati socioeconomici tangibili nei paesi beneficiari. Verrà fatto maggior ricorso a formule innovative di finanziamento concordate con le istituzioni finanziarie internazionali, in cui i fondi dell'UE fungeranno da catalizzatore per stimolare gli investimenti nelle infrastrutture.

Fonte: RAPID

martedì 27 dicembre 2011

I futuri finanziamenti nel settore della fiscalità e delle dogane (2014-2020)

La politica doganale e la politica fiscale dell'Unione europea contribuiscono in misura significativa alla riscossione delle entrate per i bilanci dell'UE e degli Stati membri. Queste politiche comportano inoltre vantaggi considerevoli per i cittadini e le imprese dell'Unione, che si tratti del blocco delle importazioni illegali o non sicure, della facilitazione degli scambi e del rafforzamento del mercato interno o della riduzione dei costi di conformità e della burocrazia per le imprese che operano in ambito transnazionale.
Per trarre vantaggio dai lavori svolti in tale ambito ed essere pienamente preparata ad affrontare le sfide che si potranno presentare in questi settori, la Commissione europea ha adottato una proposta relativa al programma FISCUS. Il programma, dotato di uno stanziamento di 777,6 milioni di euro, avrà una durata di 7 anni a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Il progetto di regolamento sarà ora discusso in sede di Consiglio e di Parlamento europeo in prospettiva della sua adozione entro la fine del 2012; il nuovo programma potrà così avere inizio il 1° gennaio 2014.

FISCUS

Questo programma rafforzerà la cooperazione tra autorità doganali e fiscali e altre parti interessate per contribuire a ottimizzare la loro efficienza e ad evitare incompatibilità nel loro lavoro che potrebbero ostacolare il mercato interno. Esso prevede inoltre la possibilità di un aiuto specifico per paese qualora particolari problemi lo rendano necessario. Faciliterà i collegamenti in rete e iniziative e formazioni comuni per il personale delle amministrazioni tributarie e doganali, finanziando al tempo stesso sistemi informatizzati di punta che consentano lo sviluppo di amministrazioni on-line pienamente operative nei settori fiscale e doganale. Grazie allo sviluppo condiviso dei sistemi informatizzati, per ogni euro speso congiuntamente gli Stati membri potranno risparmiare almeno quattro volte tanto.

Il programma FISCUS mira a tutelare gli interessi finanziari dell'Unione e degli Stati membri, agevolare gli scambi, garantire la sicurezza e la protezione dei cittadini dell'UE, potenziare le capacità delle autorità fiscali e doganali e attuare la legislazione dell'UE in questi settori. Dopo aver valutato le sfide future, la Commissione propone di riservare particolare attenzione alla lotta contro la frode, alla riduzione degli oneri amministrativi e alla cooperazione con i paesi terzi.

FISCUS contribuirà inoltre agli obiettivi più generali dell'Unione europea rafforzando il mercato interno e l'unione doganale, promuovendo la crescita e l'innovazione mediante la protezione dei diritti di proprietà intellettuale alle frontiere e contribuendo allo sviluppo di un mercato interno digitale.

FISCUS riunisce i due programmi, attualmente separati, per la fiscalità e le dogane, realizzando così gli obiettivi di semplificazione e riduzione dei costi fissati dalla Commissione, senza compromettere le attività nei singoli settori.

Fonte: RAPID

Due nuovi programmi per la lotta antifrode e proteggere gli interessi finanziari dell'UE

Per proseguire la lotta antifrode e proteggere gli interessi finanziari dell'Unione e i bilanci degli Stati membri assicurando che l'UE e i bilanci nazionali siano adeguatamente protetti, che il denaro sia speso per i fini previsti e che raggiunga i legittimi beneficiari, la Commissione europea ha adottato due proposte relative ai programmi Hercule III e Pericles 2020, dotati rispettivamente di un bilancio di 110 milioni e 7,7 milioni di EUR. I due programmi saranno operativi a partire da gennaio 2014 per sette anni fino alla fine del 2020.


I progetti di regolamento saranno ora discussi in sede di Consiglio e di Parlamento europeo in prospettiva della loro adozione entro la fine del 2012; i nuovi programmi potranno così avere inizio il 1° gennaio 2014.

Hercule III
Il programma Hercule III è dedicato alla lotta contro la frode, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita che possa ledere gli interessi finanziari dell'UE. È incentrato in particolare sulla cooperazione tra la Commissione (tramite l'Ufficio europeo per la lotta antifrode — OLAF), le autorità competenti degli Stati membri e altre istituzioni e organi europei.
 
Il programma è finalizzato ad assicurare che gli Stati membri e le istituzioni, gli organi e le agenzie dell'UE godano di pari tutela. Tra le azioni previste dal programma Hercule III rientrano l'offerta di supporto tecnico e operativo alle autorità degli Stati membri preposte all'applicazione della legge nella lotta contro le attività transfrontaliere illegali e l'organizzazione di attività di formazione professionale.

Il precedente programma Hercule ha dato risultati importanti, ad esempio 70 progetti di assistenza tecnica per finanziare l'acquisto di apparecchiature sofisticate per i servizi incaricati dell'applicazione della legge impegnati nella lotta antifrode e attività di formazione antifrode per oltre 5 300 addetti di tali servizi.

Pericles 2020

Pericles 2020 è un programma di scambio, assistenza e formazione inteso a rafforzare la protezione delle banconote e delle monete in euro in Europa e nel mondo.

I progetti finanziati nell'ambito del programma Pericles comprendono un seminario sulla strategia comunitaria per la protezione dell'euro nell'area del Mediterraneo ("Community Strategy for the protection of the euro in the Mediterranean area"), un corso di formazione sulla contraffazione di danaro in America Latina e numerosi scambi di personale tra autorità dell'UE e dei paesi terzi.

Fonte: RAPID

giovedì 15 dicembre 2011

Il nuovo Fondo europeo per le politiche UE nel settore degli affari marittimi e della pesca (2014-2020)

La Commissione europea ha proposto un nuovo Fondo per le politiche UE in materia di affari marittimi e pesca per il periodo 2014-2020: il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Esso contribuirà al conseguimento degli obiettivi ambiziosi della riforma della politica comune della pesca e aiuterà i pescatori a effettuare la transizione verso una pesca sostenibile e le comunità costiere a diversificare le loro economie. Il Fondo finanzierà progetti destinati a creare nuovi posti di lavoro e a migliorare la qualità della vita nelle regioni costiere europee. La semplificazione delle formalità burocratiche agevolerà l'accesso dei beneficiari ai finanziamenti.
 
La dotazione proposta per questo nuovo Fondo, che sostituirà l'attuale Fondo europeo per la pesca (FEP) e vari altri strumenti, ammonta a 6,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020.

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

Sostenere i principi ambientali, economici e sociali della riforma della politica comune della pesca

Il FEAMP costituirà uno strumento fondamentale per la riforma della politica comune della pesca proposta lo scorso luglio dalla Commissione. La transizione verso la sostenibilità impone di modificare in modo radicale il modo in cui peschiamo: il Fondo offrirà agli operatori gli incentivi necessari per ridurre l'impatto delle loro attività sugli ecosistemi marini, porre fine all'eccessivo sfruttamento delle risorse e arrestare il declino degli stock ittici.
Se si allenta la pressione esercitata sugli stock per il tempo necessario alla loro ricostituzione, le comunità dipendenti dalla pesca dovranno reperire fonti di reddito alternative. Il FEAMP le aiuterà a trovare soluzioni innovative per valorizzare le loro catture e diversificare le loro attività.
Tuttavia esso non costituisce soltanto un catalizzatore per la transizione verso un settore della pesca sostenibile ed economicamente redditizio, ma è anche uno strumento che contribuirà a realizzare l'Agenda sociale della Commissione. Nelle imprese di pesca a gestione familiare i coniugi svolgono spesso un ruolo fondamentale. Essi potranno d'ora in poi beneficiare di un sostegno per azioni di formazione o per altre attività economiche collegate alla pesca. Le organizzazioni di produttori saranno assistite nella pianificazione della produzione, affinché possano soddisfare la domanda del mercato e siano in grado di commercializzare i loro prodotti rispondendo alle aspettative di un pubblico sempre più consapevole.

Una pesca intelligente ed ecosostenibile

Nonostante dagli anni '90 ad oggi siano stati spesi 1,7 miliardi di euro per la realizzazione di programmi di smantellamento, la flotta dell'UE continua a presentare un eccesso di capacità in quanto le riduzioni conseguite con la demolizione dei pescherecci sono state controbilanciate dall'ammodernamento tecnologico delle navi rimaste nella flotta. Ai programmi di smantellamento non saranno quindi destinate ulteriori risorse e i fondi saranno assegnati ad attività economicamente e socialmente produttive. Una di queste è rappresentata dalla diversificazione. La promozione di iniziative di tipo "bottom-up" ha finora dato eccellenti risultati nei settori connessi al comparto della pesca, come la trasformazione, il turismo e la ristorazione. Il FEAMP darà impulso a questo tipo di progetti innovativi promossi dalle collettività. Saranno intensificati gli aiuti a favore delle flotte costiere artigianali, che rimangono il motore dell'economia di molte comunità costiere.

Il nuovo Fondo sosterrà inoltre progetti innovativi, quali la sostituzione delle reti da pesca con attrezzi più selettivi al fine di ridurre i rigetti in mare o lo sviluppo di nuove tecnologie in grado di contenere l'impatto della pesca e dell'acquacoltura sull'ambiente.

Acquacoltura intelligente ed ecosostenibile

L'acquacoltura presenta enormi potenzialità per ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni, offre sbocchi occupazionali di elevata qualità nelle zone rurali e porta alimenti sani sulle tavole dei consumatori europei. Il Fondo contribuirà alla crescita sostenibile di questo settore e consentirà di premiare l'innovazione e di promuovere nuovi prodotti dell'acquacoltura, ad esempio di tipo non alimentare.

Sostegno a favore della cooperazione tra scienza e pescatori

La possibilità di disporre di dati affidabili sullo stato degli stock ittici e dell'ambiente marino in generale riveste un'importanza cruciale nell'ambito della riforma della politica comune della pesca. In questa prospettiva, il FEAMP stanzierà fondi sufficienti per la raccolta dei dati, la sorveglianza e il controllo. Per contrastare l'assurda separazione tra quanti lavorano sul mare e quanti lo studiano, il FEAMP incoraggerà pescatori e scienziati a collaborare per riuscire a sfruttare le risorse naturali in modo sostenibile.

Un Fondo unico per la pesca e per la politica marittima integrata

La politica marittima integrata dell'UE, inaugurata nel 2007, collega tra loro settori marittimi che erano tradizionalmente separati in compartimenti stagni e gestiti modo isolato. Il FEAMP sosterrà progetti connessi alla pianificazione dello spazio marittimo, alla sorveglianza marittima integrata e alle conoscenze oceanografiche. In ambiti di questo tipo l'integrazione può contribuire a evitare duplicazioni e a ridurre i costi grazie al rafforzamento della cooperazione e del coordinamento intersettoriale. Il fatto di integrare nel FEAMP la politica marittima contribuirà a rafforzare la coerenza e a creare sinergie tra questi due ambiti strategici.
Semplificazione
Le norme che disciplinano il FEAMP saranno armonizzate con quelle relative agli altri Fondi dell'UE. Questo semplificherà la vita sia ai beneficiari che alle autorità nazionali. Il FEAMP farà parte del nuovo quadro strategico comune, che garantirà il funzionamento coerente di tutti i Fondi istituiti dall'UE, evitando sovrapposizioni o duplicazioni.

Come funziona il Fondo

Il nuovo Fondo consentirà di cofinanziare progetti con gli Stati membri. La dotazione totale sarà ripartita tra gli Stati membri in funzione dell'importanza del settore della pesca di ciascun paese. Si applicheranno quindi i principi della gestione concorrente tra la Commissione e gli Stati membri. Ogni Stato membro elaborerà un programma operativo in cui indicherà come intende utilizzare i fondi ad esso assegnati per il periodo di programmazione. Dopo l'approvazione del programma da parte della Commissione, lo Stato membro selezionerà i progetti da finanziare. Gli Stati membri e la Commissione controlleranno congiuntamente sia l'ammissibilità degli interventi da sovvenzionare che l'attuazione del programma.

Fonte: RAPID
 

lunedì 5 dicembre 2011

Il futuro programma europeo di osservazione della terra (2014-2020)

La Commissione europea ha proposto di finanziare, al di fuori del quadro finanziario dell'UE, il programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security - Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza) di osservazione della terra per il periodo 2014-2020. La necessaria dotazione di bilancio è stimata a 5,8 miliardi di euro.
 
La Commissione propone di costituire un apposito fondo per il GMES, del tipo adottato per il Fondo europeo di sviluppo, con il concorso finanziario dei 27 Stati membri dell'UE in funzione del loro reddito nazionale lordo (RNL). Ciò richiederà un accordo intergovernativo tra gli Stati membri dell'Unione, riuniti in sede di Consiglio. La Commissione coordinerà il programma, la cui gestione finanziaria potrebbe essere delegata all'Agenzia del sistema globale di navigazione satellitare (GNSS).

Per maggiori informazioni sul Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES) consultare il sito di riferimento

La Commissione ha ribadito che, visti i limiti del bilancio UE, la proposta consiste nel finanziare il GMES per il periodo 2014-2020 al di fuori del quadro finanziario pluriennale. Essa si impegna, tuttavia, a garantire anche in futuro il successo del GMES; a tale proposito, con la comunicazione odierna intende lanciare il dibattito sul futuro del programma GMES con il Parlamento europeo, il Consiglio, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni.
Fonte: RAPID

sabato 3 dicembre 2011

Il futuro programma per promuovere i settori culturali e creativi (2014-2020)

Migliaia di persone attive nel campo del cinema, della TV, della cultura, della musica, delle arti dello spettacolo, del patrimonio culturale e ambiti correlati si avvantaggeranno di un sostegno accresciuto da parte dell'UE nell'ambito del nuovo programma "Europa creativa".

Con un bilancio proposto di 1,8 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 si tratta del tanto necessario sostegno per le industrie culturali e creative che costituiscono un'importante fonte di occupazione e di crescita in Europa. Il nuovo programma stanzierà più di 900 milioni di euro a sostegno del settore cinematografico e audiovisivo (ambito coperto dall'attuale programma MEDIA) e quasi 500 milioni di euro per il settore culturale. La Commissione intende inoltre stanziare più di 210 milioni di euro per un nuovo strumento di garanzia finanziaria destinato a consentire ai piccoli operatori di accedere a prestiti bancari su un totale di quasi 1 miliardo di euro e destinerà circa 60 milioni di euro a sostegno della cooperazione politica e delle strategie innovative in tema di audience building e di nuovi modelli imprenditoriali.


La proposta di Europa creativa è in discussione in seno al Consiglio (27 Stati membri) e al Parlamento europeo che adotteranno la decisione finale sul quadro finanziario per il 2014-2020

Europa creativa
Il nuovo programma "Europa creativa" prenderà le mosse dalle esperienze e dai risultati positivi dei programmi Cultura e MEDIA che promuovono i settori culturali e audiovisivi da più di vent'anni. 
 
Il bilancio proposto per "Europa creativa", pari a 1,8 miliardi di euro, rappresenta un aumento del 37% rispetto agli attuali livelli di spesa. Nel 2007-13 il programma MEDIA ha ricevuto 755 milioni di euro con ulteriori 15 milioni di euro per il programma MEDIA Mundus a sostegno della cooperazione internazionale nel settore audiovisivo. Il programma Cultura ha ricevuto nell'attuale quadro finanziario uno stanziamento di bilancio di 400 milioni di euro.
 
I settori culturali e creativi dell'Europa rappresentano circa il 4,5% del PIL europeo e occupano circa il 3,8% della forza lavoro dell'UE (8,5 milioni di persone). 
 
Il sostegno dell'UE aiuterà questi settori ad avvalersi al meglio delle opportunità determinate dalla globalizzazione e dalla rivoluzione digitale. Esso consentirà loro di sormontare sfide quali la frammentazione del mercato e le difficoltà di accesso ai finanziamenti oltre a contribuire a migliorare le strategie operative agevolando la condivisione di know-how ed esperienze.
Fonte: RAPID

martedì 29 novembre 2011

Info Day Bando Energia Intelligente per l'Europa (Bruxelles, 24 gennaio 2012)

Si terrà a Bruxelles il 24 gennaio 2012 la giornata informativa sul bando 2012 nell'ambito del programma europeo Energia Intelligente per l'Europa (EIE).


L'evento si terrà in lingua inglese, tuttavia sarà disponibile la traduzione simultanea in francese, tedesco, spagnolo, italiano e polacco dalle 9:30 alle 10:35.


La presentazione di progetti nell'ambito del programma EIE è un processo competitivo e soltanto le migliori proposte progettuali saranno selezionate per il finanziamento. L'Info Day fornirà un aggiornamento sulle politiche europe in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica, presenterà le priorità per il bando 2012, presenterà i progetti EIE in corso di realizzazione e gli ingredienti del loro successo, spiegherà come candidarsi per i finanziamenti e consentirà di ricercare parnters di progetto.


Accanto a preziosi consigli sul bando 2012 questa giornata informativa proporrà workshops mirati e sessioni di messa in rete come anche l'opportunità di incontrare i rappresentanti del programma EIE durante i brevi incontri bilaterali, per discutere del proprio progetto e chiedere chiarimenti riguardo al bando.
Per tutte le informazioni relative all'Info Day CLICCA QUI

Fonte: Commissione europea

mercoledì 23 novembre 2011

Info Day Bando ICT-FP7 - Future and Emerging Technologies (Burxelles, 18 gennaio 2012)

Il prossimo 18 gennaio 2012 a Bruxelles si terrà una giornata informativa sul 9° bando ICT-FP7, Future and Emerging Technologies (FET). L’evento è finalizzato a fornire informazioni sugli obiettivi del bando e sulle modalità amministrative, legali e contrattuali.
Il bando ICT-FP7 sarà pubblicato in gennaio, con scadenza aprile 2012. La formazione dei consorzi sarà favorita da un “Forum dei Proponenti” in cui i partecipanti avranno l’opportunità di presentare le loro idee di ricerca e la loro expertise.
Verranno trattate le seguenti tematiche:
• FP7-ICT-2011.9.9: Quantum ICT (QICT) including ERA-NET-Plus

• FP7-ICT-2011.9.10: Fundamentals of Collective Adaptive Systems (FOCAS)

• FP7-ICT-2011.9.11:  Neuro-Bio-Inspired Systems (NBIS)

• FP7-ICT-2011.9.12: Coordinating Communities, Identifying new research topics for FET Proactive initiatives and Fostering Networking of National and Regional Research Programmes   La registrazione è gratuita, ma obbligatoria

Maggiori informazioni: CLICCA QUI

giovedì 17 novembre 2011

La Commissione ha adottato il programma di lavoro 2012 per il rinnovamento europeo

La Commissione europea ha adottato il 15 novembre 2011 il programma di lavoro per l'anno 2012 intitolato "Realizzare il rinnovamento europeo", in cui definisce le modalità che intende seguire per introdurre ulteriori misure per il 2012, basandosi sull'ambiziosa serie di proposte, già presentate, volte a rispondere alla crisi economica. Il programma traduce in azioni concrete, da realizzare entro il 2012, le priorità politiche individuate dal presidente Barroso nel suo discorso sullo stato dell'Unione.
Il programma sottolinea che, il prossimo anno, sarà necessario adoperarsi con particolare impegno per portare avanti le proposte già adottate o in preparazione nelle prossime settimane, e che prevedono misure sull'economia e il mercato unico, nonché l'ampia gamma di proposte in corso di formulazione sui programmi di spesa per realizzare la riforma e il rinnovamento. Le nuove proposte si baseranno su questo programma allo scopo di rafforzare lo slancio verso una crescita capace di creare posti di lavoro. 

Le priorità fondamentali per i prossimi 12 mesi sono: 

Costruire un'Europa improntata alla stabilità e alla responsabilità

Il completamento della riforma del settore finanziario entro il 2012 è uno degli obiettivi principali del programma, con particolare riguardo per la tutela degli investitori. La Commissione adotterà anche iniziative volte a tutelare il reddito pubblico in ambiti come quello dei "paradisi fiscali" e della frode in materia di IVA.

Costruire un'Unione all'insegna della crescita e della solidarietà 

Giunto ormai al suo 20° anniversario, il mercato unico rimane il più importante strumento per la crescita e la creazione di posti di lavoro. Il prossimo anno l'Unione europea si adopererà in modo particolare per migliorare il mercato unico del digitale, infondendo nei consumatori e negli operatori la fiducia nelle transazioni online. L'agenda europea globale per i consumatori permetterà di definire ulteriori misure per aiutare i consumatori a sfruttare al meglio le possibilità offerte dal mercato unico. 

Altre misure avranno l'obiettivo di stimolare una ripresa che sia fonte di occupazione e di continuare a modellare un'economia sostenibile, vitale sul lungo periodo. A questo proposito sono previste misure in materia di pensioni, emissioni dei veicoli e approvvigionamento idrico.

Permettere all'UE di esprimersi in modo incisivo a livello mondiale 

La ripresa economica dell'Unione europea e la sua portata politica dipendono da un'UE unita in quanto migliore piattaforma possibile per difendere e promuovere i nostri interessi e i nostri valori. Oltre a sostenere una vasta gamma di accordi commerciali, l'Unione europea continuerà a offrire sostegno per lo sviluppo pacifico e prospero del sud del Mediterraneo.
In tutti questi ambiti il programma di lavoro sottolinea la necessità che l'UE resti unita e ci esorta a lavorare insieme per garantire che le proposte e le idee siano tradotte in norme e si concretizzino a livello pratico sul terreno.
 
Fonte: RAPID

Guida pratica in materia di recuperi di aiuti di Stato illegali

La Commissione europea ha predisposto una Guida pratica in materia di recuperi di aiuti di Stato illegali, trasmessa trasmessa a tutti gli Stati membri dell'UE per la sua più ampia diffusione.

L'obiettivo della Guida è sensibilizzare le amministrazioni competenti ad assicurare l'esecuzione immediata dei recuperi di aiuti illegali e la corretta applicazione dei principi comunitari che ne regolano le procedure.

La Guida si affianca alla Comunicazione della Commissione del 15.11.2007 "Verso l'esecuzione effettiva delle decisioni della Commissione che ingiungono agli Stati membri di recuperare gli aiuti di Stato illegali e incompatibili" (GUUE C 272/4 del 15.11.2007)

Il documento contiene in forma schematica informazioni sulle finalità, i principi e le modalità del recupero, le fonti normative, i ricorsi dinanzi ai giudici UE e nazionali, gli effetti della mancata esecuzione.


Fonte: Dipartimento politiche europee Presidenza Consiglio dei Ministri

martedì 15 novembre 2011

Bando per progetti di Co-Research per le PMI laziali

All’interno del pacchetto per l’innovazione da 58 milioni di euro approvato a fine settembre, la Regione Lazio ha pubblicato il bando “Co-research”. Con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro, il bando sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale condotti in collaborazione tra imprese e/o con eventuale ausilio di organismi di ricerca, al fine di promuovere l’aggregazione nel mondo produttivo e la sua integrazione con il mondo della ricerca.

Dall’8 ottobre fino al 30 giugno 2013 sarà possibile presentare le domande alla Filas, ente gestore del bando.



Beneficiari del bando:
  • piccole e medie imprese (PMI) di produzione e di servizi alla produzione in forma singola (necessariamente con il coinvolgimento di un organismo di ricerca) o in forma aggregata (tramite ATI, ATS o CONTRATTO DI RETE anche senza il coinvolgimento dell’Organismo di Ricerca);
    
    
  • piccole imprese (PI) classificabili come “nuove  imprese innovative”, di produzione e di servizi alla produzione,  esclusivamente in forma aggregata (tramite ATI, ATS o CONTRATTO DI RETE anche senza il coinvolgimento dell’Organismo di Ricerca)
  • consorzi, formalmente costituiti, tra i soggetti destinatari di cui ai precedenti punti e necessariamente con il coinvolgimento di un organismo di ticerca.

Spese ammissibili
: Progetti di sviluppo sperimentale e, eventualmente per una quota massima del 30%, di ricerca industriale.



I costi del progetto considerati ammissibili, al netto dell’IVA, sono i seguenti:
  • personale dipendente;
  • acquisizione di nuove strumentazioni e attrezzature, per le quote di ammortamento calcolate sulla base delle buone pratiche contabili;
  • servizi di consulenza e di servizi equivalenti;
  • commesse di servizio per attività svolta dagli Organismi di Ricerca;
  • acquisto di materiali di consumo funzionali al progetto;
  • spese generali derivanti direttamente dalle attività relative allo svolgimento del progetto di R&S.

L’ammontare complessivo dei costi presentati non potrà essere inferiore a 300.000 Euro.

Per maggiori informazioni CLICCA QUI

Documenti del bando CLICCA QUI



Rete europea di mentori per promuovere l'imprenditorialità femminile

Una nuova Rete europea di mentori per promuovere l'imprenditorialità femminile attraverso la condivisione di know-how ed esperienza è stata lanciata il 15 novembre 2011 dalla Commissione europea.


Le donne rappresentano solo il 34,4% dei lavoratori autonomi in Europa. Per incrementare questa percentuale, donne d'affari di successo presteranno assistenza alle imprenditrici che hanno fondato una nuova impresa da due a quattro anni fa. I mentori forniranno alle nuove imprenditrici consigli pratici su come gestire e far prosperare le rispettive imprese in questa prima fase critica delle loro attività, oltre ad aiutarle a sviluppare le competenze trasversali necessarie e a fornire sostegno. La rete coinvolge 17 paesi europei e 170 mentori.

L'imprenditorialità si combina bene con le scelte di vita delle donne, in particolare offrendo loro una certa flessibilità al fine di conciliare la vita professionale con quella privata, soprattutto per quanto riguarda gli orari e il luogo di lavoro. Inoltre, a causa della crisi economica, molte donne che si sono ritrovate disoccupate potrebbero utilizzare le loro conoscenze e competenze, avviare la propria impresa e crearsi da sole un posto di lavoro.

Per maggiori informazioni CLICCA QUI

I mentori saranno selezionati fra le imprenditrici (o gli imprenditori) che hanno alle spalle un'esperienza positiva di almeno cinque anni come titolari o responsabili di PMI e che sono consapevoli delle sfide specifiche che le imprenditrici si trovano ad affrontare. Essi sono inoltre preparati e disposti a condividere le loro conoscenze e know-how con le loro assistite su una base di volontariato (cioè senza remunerazione), sono disponibili a incontrarle regolarmente per un periodo di almeno un anno e si impegnano a fornire assistenza almeno due nuove imprenditrici

I mentori si riuniranno regolarmente con le loro assistite e discuteranno di questioni attuali e strategiche per la gestione delle aziende delle nuove imprenditrici, offrendo loro sostegno per costruire/acquisire le conoscenze, le competenze e la fiducia/mentalità necessarie. Per evitare conflitti d' interesse, i mentori non sono autorizzati a detenere alcun interesse economico nelle società delle imprenditrici loro assegnate.

Alcuni esempi delle potenzialità delle donne imprenditrici in termini di creazione di crescita economica e di nuovi posti di lavoro:
  • Negli Stati Uniti le Women Presidents' Organisations (WPO) hanno divulgato i dati più recenti relativi alle 50 imprese detenute/amministrate da donne in più rapida crescita nell'America del Nord. Le prime 50 imprese hanno generato nel 2010 entrate pari a 4,1 miliardi di USD (con una media di 82,7 milioni di USD) e nello stesso anno hanno complessivamente dato lavoro a 24 650 dipendenti (la media prevista per il 2011 è di 557 lavoratori per impresa).
  • Il governo britannico nella sua relazione WES (la rete europea per la promozione dell'imprenditorialità femminile) del 2008 indica che le donne sono il più grande gruppo sottorappresentato in termini di partecipazione alle imprese. Solo il 15% delle 4,7 milioni di imprese britanniche è guidato a maggioranza da donne e se le donne avviassero attività nella stessa misura degli uomini, ogni anno nel Regno Unito verrebbero lanciate 150 000 nuove imprese in più. Se il Regno Unito raggiungesse il livello degli Stati Uniti in termini di imprenditorialità femminile, ci sarebbero 900 000 imprese in più.
  • In Svezia nel 2008 oltre 131 000 imprese - con più di 35 miliardi di euro di fatturato totale e circa 358 000 dipendenti per i quali vengono versati oltre 6 miliardi di euro in stipendi - erano gestite da donne.
Le donne fanno impresa in modo diverso rispetto agli uomini, pertanto sono necessarie misure di sostegno orientate al mondo femminile:
  • In primo luogo, le donne attribuiscono maggiore importanza alla situazione familiare nel valutare la creazione di un'impresa (61% rispetto al 49% degli uomini). Le donne considerano molto attentamente le probabilità di successo ed esaminano dettagliatamente ogni potenziale fonte di fallimento prima di impegnare la casa di famiglia in garanzia e/o i risparmi familiari come capitale di avvio delle loro attività.
  • In secondo luogo, nella maggior parte dei casi, quando le donne decidono di avviare una nuova impresa mantengono il posto di lavoro precedente e svolgono entrambe le attività in parallelo per un certo periodo: a questo proposito, si può affermare che le donne sono più prudenti degli uomini e hanno una più spiccata consapevolezza del rischio di insuccesso.
  • In terzo luogo, le donne rilevano le imprese esistenti dopo un periodo di prova più lungo di quello degli uomini, una volta acquisita dimestichezza con le attività dell'azienda (per questioni legate a un'eredità, una separazione o un divorzio da un socio in affari, ecc.).
  • La quarta peculiarità riguarda i finanziamenti: le nuove imprese create da donne utilizzano un capitale inferiore a quelle degli uomini e sono caratterizzate da un minore capitale netto.
  • Infine, le donne imprenditrici presentano una crescita inferiore, ma più costante rispetto a quella degli uomini. Questo comporta spesso un minore rischio di insuccesso.
La European Network of Mentors for Women Entrepreneurs è una delle azioni proposte nell'ambito del riesame 2011 dello Small Business Act per l'Europa. L'iniziativa coinvolgerà 17 paesi (Albania, Belgio, Cipro, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Montenegro, Paesi Bassi, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia e Regno Unito).

Fonte: RAPID

I futuri finanziamenti nel settore degli affari interni (2014-2020): più fondi, maggiore flessibilità, norme più semplici

I recenti avvenimenti, dalla primavera araba agli attentati terroristici in Norvegia, dimostrano quanto è importante che l'Unione europea sia in grado di reagire rapidamente ed efficacemente in situazioni di crisi in rapida evoluzione. Per questo motivo la Commissione intende aumentare i fondi a disposizione del settore degli affari interni e migliorare e semplificare le modalità di gestione dei finanziamenti dell'UE.
Nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale (periodo 2014-2020) la Commissione propone, per il settore affari interni, una dotazione complessiva di 10,7 miliardi di euro, pari ad un aumento del 40% circa rispetto ai fondi complessivamente stanziati per il periodo 2007-2013.

L’importo dei finanziamenti disponibili per gestire i flussi migratori e affrontare le minacce per la sicurezza aumenterà, ma il numero dei pertinenti strumenti finanziari scenderà da sei a due: saranno istituiti infatti un nuovo Fondo asilo e migrazione, con una dotazione totale di 3 869 milioni di euro, e un nuovo Fondo sicurezza interna, di 4 648 milioni di euro. Norme più semplici, procedure più snelle e minor burocrazia assicureranno inoltre risultati operativi più rapidi.

I due nuovi fondi oggetto della proposta formulata dalla Commissione nella comunicazione odierna permetteranno di finanziare le politiche in materia di asilo e migrazione, sistemi efficaci di gestione delle frontiere, la lotta contro la criminalità organizzata, la corruzione e il terrorismo e molti altri settori. 

Il Fondo asilo e migrazione (con una dotazione globale di 3 869 milioni di euro) si concentrerà sui flussi migratori e sulla gestione integrata della migrazione e sosterrà azioni intese ad affrontare tutti gli aspetti della migrazione, compresi l'asilo, la migrazione legale, l'integrazione e il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente. 

Il Fondo sicurezza interna sosterrà l'attuazione della strategia di sicurezza interna e un approccio a livello dell'Unione di cooperazione tra le autorità competenti, anche per quanto riguarda la gestione delle frontiere esterne dell'Unione europea. Avrà una dotazione finanziaria complessiva di 4 648 milioni di euro, che potrà anche essere destinata allo sviluppo di nuovi sistemi IT, quali il futuro sistema di ingresso/uscita e il programma per viaggiatori registrati.

Grazie alla nuova struttura di finanziamento le norme di attuazione dovrebbero risultare più comprensibili a tutti i partner, il che consentirà di realizzare economie di scala. Inoltre, il meccanismo di pronto intervento dei due fondi consentirà all'UE di reagire rapidamente a situazioni di crisi in rapida evoluzione, come i flussi migratori misti o gli attentati terroristici e informatici. I due nuovi fondi sostituiranno Il Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi, il Fondo europeo per i rifugiati, il Fondo per le frontiere esterne, il Fondo europeo per i rimpatri e i due programmi specifici "Prevenzione e lotta contro la criminalità" (ISEC) e "Prevenzione, preparazione e gestione delle conseguenze in materia di terrorismo e di altri rischi collegati alla sicurezza" (CIPS).

Il trattato di Lisbona, il programma di Stoccolma e il relativo piano d’azione hanno definito il campo d'azione dell'Unione europea in materia di affari interni fino al 2014. Nel finanziare le politiche degli affari interni dopo il 2013 l'UE dovrebbe guardare al di là di questa agenda, focalizzandosi sul raggiungimento di risultati e di una migliore complementarità dei bilanci nazionali. All'inizio del prossimo quadro finanziario pluriennale (2014-2020) la Commissione discuterà con ciascuno Stato partecipante le modalità per ottimizzare l'uso dei finanziamenti per gli affari interni e raggiungere gli obiettivi strategici dell’UE in questo settore. Tale dialogo garantirà una migliore concentrazione sulle priorità politiche e sui risultati. 

Le proposte legislative saranno ora discusse e negoziate con il Parlamento europeo e il Consiglio e i due fondi dovrebbero diventare operativi nel 2014.


Fonte: RAPID

lunedì 14 novembre 2011

Programma di incentivi per il design per le micro e piccole e medie imprese italiane

Il Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito del Pacchetto Innovazione, ha promosso due bandi di finanziamento a favore di micro, piccole e medie imprese al fine di incentivare il ricorso alla registrazione di nuovi brevetti, disegni e modelli industriali e favorirne la loro valorizzazione economica.

Le due iniziative dispongono di un finanziamento complessivo di oltre 45 milioni di euro.

Le domande possono essere presentate a partire dal 2 novembre fino ad esaurimento dei fondi. Le domande dovranno essere inviate per via elettronica utilizzando la procedura informatica messa a disposizione sul sito di riferimento.



Il bando si rivolge alle micro, piccole e medie imprese, anche di nuova costituzione, aventi sede legale e operativa in Italia, che abbiano depositato domanda di registrazione di un modello/disegno industriale a partire dal 1 gennaio 2011 (sottomisura premi) o abbiano dato luogo ad un progetto di sfruttamento economico del disegno/modello, mediante la prototipazione e l’entrata in produzione del nuovo prodotto e/o mediante la commercializzazione del titolo, come nel caso della vendita della licenza (sottomisura incentivi).

La misura è articolata in due linee di intervento: 
Misura A - Premi per il deposito nazionale, comunitario e internazionale di domande di registrazione di modelli e disegni industriali
  • nazionale: € 1000
  • comunitaria: € 1000
  • internazionale:
    • in un paese extra UE: € 1.500
    • da due fino a cinque paesi extra UE: premio complessivo € 3.000
    • in più di cinque paesi extra UE: premio complessivo € 4.000
  • bonus addizionale per la domanda depositata negli Stati Uniti d’America: euro 1.500
  • bonus addizionale per la domanda di registrazione depositata in Cina: euro 1.500
I premi sono cumulabili. Sono altresì cumulabili i premi concessi per il deposito fino a tre differenti modelli/disegni industriali, singoli o multipli, purché appartenenti a tre differenti classi così come individuate dall’Accordo di Locarno.
Misura B - Incentivi per la valorizzazione economica dei modelli e disegni
industriali
Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale alla realizzazione del progetto, in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili e comunque nei limiti degli importi massimi indicati in relazione alle diverse fasi progettuali attivate:
  • fase B.1 – area progettazione e ingegnerizzazione: l’importo massimo dell’agevolazione è di € 10.000
  • fase B.2 – area produzione: l’importo massimo dell’agevolazione è di € 60.000
  • fase B.3 – area commercializzazione: l’importo massimo dell’agevolazione è di € 10.000
Maggiori informazioni sul sito ww.incentividesign.it