sabato 5 novembre 2011

Appalti pubblici: nuove regole più semplici e flessibili

Le regole europee sugli appalti pubblici dovrebbero essere semplificate per permettere alle piccole e medie imprese di accedere più facilmente alle gare d'appalto, affermano i deputati in una risoluzione approvata martedì. In particolare, propongono che l'appalto sia assegnato non solo all'offerta più bassa, ma anche a quella più innovativa o con un miglior impatto ambientale.

Gli appalti pubblici rappresentano circa il 17% del PIL dell'UE. Utilizzare i fondi pubblici nel modo più efficace per rilanciare l'economia è vitale in un periodo di crisi, secondo quanto sostengono i deputati in una risoluzione preparata da Heide Rühle (Verdi/ALE, DE) e approvata per alzata di mano. Il testo è il contributo del Parlamento alla preparazione delle proposte legislative di riforma che la Commissione presenterà a dicembre.

"In questa crisi profonda, abbiamo bisogno di regole chiare: solo così le autorità pubbliche potranno sostenere innovazione e crescita", ha detto la relatrice durante il dibattito.

Un passaporto elettronico per le imprese


Fra le varie proposte approvate dall'Aula per semplificare le procedure di assegnazione di un appalto vi è la creazione di un passaporto elettronico che certifichi rapidamente il rispetto, da parte dell'impresa in gara, delle regole comunitarie in materia.

I deputati, per semplificare ulteriormente l'iter amministrativo, propongono l'autocertificazione sul possesso dei requisiti per partecipare all'appalto e che la richiesta della documentazione originale da parte delle autorità si faccia solo per le imprese selezionate per la fase finale della gara.

Accesso più facile per le PMI

Le piccole imprese ottengono una percentuale di contratti pubblici minore rispetto al loro peso nell'economia europea: circa il 31-38% rispetto a una partecipazione globale all'economia stimata al 52%. Il motivo principale, secondo il Parlamento, sono le procedure di accesso agli appalti, oggi troppo complicate e costose.

L'Aula propone quindi la possibilità di suddividere in lotti gli appalti, che dovrebbe garantire alle piccole e medie imprese migliori possibilità di partecipazione alle gare. I deputati chiedono inoltre alla Commissione di verificare "se per il subappalto siano necessarie nuove norme, ad esempio l'istituzione di una catena di responsabilità" per evitare che le PMI subappaltatrici siano soggette a condizioni peggiori di quelle applicabili all'impresa principale che si è aggiudicata l'appalto.

Criteri più ampi per l'assegnazione di appalti

I deputati affermano che il criterio del "prezzo più basso" non dovrebbe più essere un fattore determinante per l'assegnazione dei contratti, ma dovrebbe essere sostituito da criteri più ampi che includano l'impatto sociale e ambientale della proposta e prendano in considerazione l'intero ciclo di produzione del bene o del servizio in appalto.

Allargare i criteri di selezione e ammettere sistematicamente offerte alternative permetterebbe, secondo il Parlamento, alle imprese in gara di proporre nuove soluzioni e fare degli appalti un motore d'innovazione, secondo gli obiettivi della strategia UE2020.