giovedì 29 dicembre 2011

Il nuovo programma dell'UE per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (2014-2020)

Fino a 5 milioni di persone, quasi il doppio delle attuali, potrebbero avere la possibilità di studiare o di formarsi all'estero con una borsa Erasmus per tutti, il nuovo programma dell'UE per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport proposto dalla Commissione europea per il periodo 2014-2020. Tra queste figurerebbero circa 3 milioni di studenti dell'istruzione superiore e della formazione professionale. Anche gli studenti di master beneficerebbero di un nuovo programma di garanzia dei prestiti istituito con il Gruppo Banca europea per gli investimenti. Il programma settennale Erasmus per tutti, che avrebbe un bilancio totale di 19 miliardi di EUR, dovrebbe iniziare nel 2014.

La presente proposta è attualmente all'esame del Consiglio (27 Stati membri) e del Parlamento europeo che prenderanno la decisione finale sul quadro di bilancio per il periodo 2014-2020.

Aggiornamento: l'11 maggio 2012 i Ministri dell'istruzione  hanno approvato la proposta della Commissione relativa al nuovo "Programma Erasmus per tutti".

Il Commissario per l'istruzione, la cultura, la gioventù e il multilinguismo, Androulla Vassiliou, ha manifestato piena soddisfazione sull'ampio ampio consenso ottenuto sui principali punti del programma, incentrati sul valore aggiunto europeo. Il Consiglio ha tuttavia introdotto alcune modifiche alla proposta della Commissione, in particolare l'introduzione di un capitolo sui giovani con un budget separato.

La discussione sul bilancio sarà comunque ripresa durante i negoziati in corso sul quadro finanziario pluriennale. La decisione finale sul programma sarà adottata congiuntamente dal Consiglio e dal Parlamento europeo.
 
Erasmus per tutti


Erasmus per tutti raggrupperebbe tutti gli attuali programmi dell'UE, anche quelli di dimensione internazionale, nel settore dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, sostituendo i sette programmi esistenti (Programma di apprendimento permanente (Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig), Gioventù in azione, Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione bilaterale con i paesi industrializzati) con un unico programma. Ciò aumenterà l'efficienza, semplificherà la presentazione delle domande di borse e ridurrà la duplicazione e la frammentazione. 
 
La Commissione propone un incremento del 70% circa rispetto all'attuale bilancio settennale, che equivarrebbe a uno stanziamento di 19 miliardi di EUR per il nuovo programma nel periodo 2014-2020. Questa cifra tiene conto delle stime dell'evoluzione dell'inflazione e comprende la spesa prevista per la cooperazione internazionale.

Il nuovo programma si concentrerà sul valore aggiunto dell'UE e sull'impatto di sistema e sosterrà tre tipi di azioni: opportunità di apprendimento per i singoli, sia all'interno che al di fuori dell'UE; cooperazione istituzionale tra istituti d'istruzione, organizzazioni giovanili, imprese, autorità locali e regionali e ONG; e sostegno alle riforme negli Stati membri per modernizzare i sistemi di istruzione e formazione e promuovere l'innovazione, l'imprenditorialità e l'occupabilità.
 
Due terzi dei finanziamenti sarebbero spesi per le borse di mobilità per migliorare le conoscenze e le competenze.

La struttura razionalizzata del nuovo programma, insieme con i relativi investimenti notevolmente aumentati, consentiranno all'UE di offrire a studenti, tirocinanti, giovani, docenti, operatori giovanili e altri soggetti maggiori opportunità di miglioramento delle competenze, di sviluppo personale e di ampliamento delle prospettive di lavoro. Erasmus per tutti promuoverà anche la ricerca e l'insegnamento in materia di integrazione europea e sosterrà lo sport di base. 
 
Fonte: RAPID

Il futuro programma per incentivare la competitività delle imprese e le PMI nel periodo 2014-2020

Promuovere l'accesso ai finanziamenti ed incoraggiare una cultura imprenditoriale, inclusa la creazione di nuove imprese, sono i temi centrali del nuovo programma di sostegno finanziario presentato a Bruxelles dalla Commissione europea.

Con un bilancio di 2,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, il
programma per la competitività delle imprese e le PMI (COSME) è uno strumento di finanziamento che continua in larga misura le attività inserite nell'attuale programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP). In particolare il nuovo programma si rivolge a:

1) imprenditori, soprattutto PMI, che beneficeranno di un accesso agevolato ai finanziamenti per le proprie imprese,

2) cittadini che desiderano mettersi in proprio e devono far fronte alle difficoltà legate alla creazione o allo sviluppo della propria impresa,

3) autorità degli Stati membri che riceveranno una migliore assistenza nella loro attività di elaborazione e attuazione di riforme politiche efficaci.



PROGRAMMA COSME

Il programma per la competitività delle imprese e le PMI (COSME) si concentrerà sugli strumenti finanziari e sul sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e sarà semplificato per agevolare la partecipazione delle piccole imprese. Gli obiettivi generali del programma sono i seguenti:
  • Migliorare l'accesso ai finanziamenti destinati alle PMI sotto forma di capitale o debito. Innanzitutto, uno strumento di capitale proprio per gli investimenti in fase di sviluppo che fornirà alle PMI, tramite intermediari finanziari, finanziamenti di capitale proprio rimborsabili ad orientamento commerciale, principalmente sotto forma di capitale di rischio. In secondo luogo, uno strumento di prestito che prevede accordi di condivisione dei rischi diretti o di altro tipo con intermediari finanziari per coprire i prestiti destinati alle PMI.
  • Agevolare l'accesso ai mercati sia dell'Unione che mondiali. Servizi di sostegno alle imprese orientate alla crescita, tramite la rete Enterprise Europe, per favorirne l'espansione commerciale nel mercato unico. Questo programma fornirà inoltre sostegno commerciale alle PMI al di fuori dell'UE. Non mancherà inoltre il sostegno alla cooperazione industriale internazionale, in particolare per ridurre le differenze nei contesti normativi ed imprenditoriali tra l'UE e i suoi principali partner commerciali.
  • Promozione dell'imprenditorialità. Le attività in questo settore comprenderanno lo sviluppo di abilità e attitudini imprenditoriali, in particolare tra i nuovi imprenditori, i giovani e le donne.
Si prevede che il programma assisterà circa 39 000 imprese all'anno, aiutandole a creare o a salvare 29 500 posti di lavoro e a lanciare 900 nuovi prodotti, servizi o processi commerciali.

L'accesso al credito sarà più facile, specie per gli imprenditori che desiderano avviare attività transfrontaliere, con 3,5 miliardi di prestiti e investimenti aggiuntivi previsti per le imprese europee.

La dotazione finanziaria per l'attuazione del programma sarà di 2,5 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi saranno destinati agli strumenti finanziari. Il restante bilancio sarà impiegato per finanziare la rete Enterprise Europe, la cooperazione internazionale fra le industrie e l'educazione all'imprenditorialità.

Fonte: RAPID

mercoledì 28 dicembre 2011

I 9 strumenti di azione esterna per il periodo 2014-2020, che permetteranno di rafforzare il ruolo dell'Europa nel mondo

La Commissione europea ha adottato le proposte di bilancio per gli strumenti di azione esterna per il periodo 2014-2020, che permetteranno all'Unione di assolvere le proprie responsabilità sulla scena mondiale: lottare contro la povertà e promuovere la democrazia, la pace, la stabilità e la prosperità.

La gamma di strumenti previsti contribuirà a sostenere i paesi in via di sviluppo, i paesi del vicinato europeo e quelli che stanno preparando l'adesione all'UE. La Commissione cercherà di indirizzare le sue risorse laddove sono maggiormente necessarie e in grado di produrre i migliori risultati, assicurando al contempo maggiore flessibilità per poter reagire tempestivamente in caso di eventi imprevisti. Questo bilancio permetterà inoltre all'UE di consolidare ulteriormente il suo ruolo sulla scena mondiale e di promuovere i suoi interessi e valori.

 
Le proposte di bilancio sosterranno il nuovo approccio della Commissione – "Un programma di cambiamento" – volto a concentrare l'aiuto dell'UE in meno settori, a sostegno della democrazia, dei diritti umani e del buon governo, e a stimolare la crescita inclusiva e sostenibile. 

Applicando il nuovo principio della "differenziazione", l'UE destinerà un volume più consistente di fondi laddove ritenga che il suo aiuto possa produrre risultati migliori: nelle regioni e nei paesi più bisognosi, compresi gli Stati fragili. I paesi in grado di generare risorse sufficienti a garantire il loro sviluppo non riceveranno più sovvenzioni bilaterali, ma beneficeranno di nuove forme di partenariato e continueranno a ricevere fondi attraverso i programmi tematici e regionali. A complemento, saranno introdotte diverse modalità innovative di cooperazione come la combinazione di prestiti e sovvenzioni. 

Il nuovo strumento di partenariato costituisce una delle principali innovazioni della politica esterna e ne è uno strumento fondamentale, in quanto mira a difendere e a promuovere gli interessi dell'UE e ad affrontare le principali sfide mondiali. Tale strumento permetterà inoltre all'UE di attuare programmi che vanno oltre la cooperazione allo sviluppo con i paesi industrializzati, le economie emergenti e i paesi in cui l'UE ha interessi rilevanti. 

L'importo totale proposto per i nove strumenti ammonta a 96,2494 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 (prezzi correnti). 

Strumento di assistenza preadesione (IPA): 14,110 miliardi di euro

Strumento europeo di vicinato (ENI): 18,182 miliardi di euro

Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI): 23,295 miliardi di euro

Strumento di partenariato: 1,131 miliardo di euro

Strumento per la stabilità (IfS): 2,829 miliardi di euro

Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR): 1,578 miliardo di euro

Strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare: 631 milioni di euro

Strumento a favore della Groenlandia: 219 milioni di euro

Fondo europeo di sviluppo (FES, esterno al bilancio dell'UE): 34,276 miliardi di euro

Il principio della differenziazione 

Il principio della differenziazione sarà applicato innanzitutto ai paesi interessati dal DCI e dall'ENI. Nell'ambito del DCI, si propone che 17 paesi a reddito medio-alto (Argentina, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Kazakhstan, Iran, Malaysia, Maldive, Messico, Panama, Perù, Thailandia, Venezuela e Uruguay) e due grandi paesi a reddito medio-basso il cui PIL è superiore all'1% del PIL mondiale (India e Indonesia) entrino a far parte di nuovi partenariati non basati su aiuti bilaterali. Le economie emergenti quali, in particolare, la Cina, il Brasile e l'India sono ora considerate partner dell'UE per affrontare le sfide mondiali.

Gli strumenti di vicinato e di assistenza preadesione

Nel contesto dell'approccio rinnovato nei confronti della politica europea di vicinato (PEV), il nuovo ENI permetterà di fornire un sostegno mirato agli stessi 16 paesi interessati dal precedente strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI). In linea con i principi di differenziazione e "more for more" (maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno), l'ENI permetterà di sostenere il consolidamento delle relazioni con i paesi partner e apporterà benefici tangibili sia all'UE sia ai suoi partner in ambiti quali la democrazia e i diritti umani, lo Stato di diritto, il buon governo, l'economia sostenibile e lo sviluppo sociale, nonché la progressiva integrazione economica nel mercato unico europeo.

L'UE continuerà a sostenere i paesi dell'allargamento attraverso uno strumento rinnovato di assistenza preadesione (IPA), sulla base dei risultati positivi ottenuti grazie allo strumento attuale. L'IPA aiuterà questi paesi ad attuare le strategie di riforma globali necessarie per preparare l'adesione futura, con particolare riguardo per la cooperazione regionale, l'applicazione della legislazione e degli standard dell'UE, la capacità di gestire le politiche interne dell'Unione dopo l'adesione e il conseguimento di risultati socioeconomici tangibili nei paesi beneficiari. Verrà fatto maggior ricorso a formule innovative di finanziamento concordate con le istituzioni finanziarie internazionali, in cui i fondi dell'UE fungeranno da catalizzatore per stimolare gli investimenti nelle infrastrutture.

Fonte: RAPID

martedì 27 dicembre 2011

I futuri finanziamenti nel settore della fiscalità e delle dogane (2014-2020)

La politica doganale e la politica fiscale dell'Unione europea contribuiscono in misura significativa alla riscossione delle entrate per i bilanci dell'UE e degli Stati membri. Queste politiche comportano inoltre vantaggi considerevoli per i cittadini e le imprese dell'Unione, che si tratti del blocco delle importazioni illegali o non sicure, della facilitazione degli scambi e del rafforzamento del mercato interno o della riduzione dei costi di conformità e della burocrazia per le imprese che operano in ambito transnazionale.
Per trarre vantaggio dai lavori svolti in tale ambito ed essere pienamente preparata ad affrontare le sfide che si potranno presentare in questi settori, la Commissione europea ha adottato una proposta relativa al programma FISCUS. Il programma, dotato di uno stanziamento di 777,6 milioni di euro, avrà una durata di 7 anni a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Il progetto di regolamento sarà ora discusso in sede di Consiglio e di Parlamento europeo in prospettiva della sua adozione entro la fine del 2012; il nuovo programma potrà così avere inizio il 1° gennaio 2014.

FISCUS

Questo programma rafforzerà la cooperazione tra autorità doganali e fiscali e altre parti interessate per contribuire a ottimizzare la loro efficienza e ad evitare incompatibilità nel loro lavoro che potrebbero ostacolare il mercato interno. Esso prevede inoltre la possibilità di un aiuto specifico per paese qualora particolari problemi lo rendano necessario. Faciliterà i collegamenti in rete e iniziative e formazioni comuni per il personale delle amministrazioni tributarie e doganali, finanziando al tempo stesso sistemi informatizzati di punta che consentano lo sviluppo di amministrazioni on-line pienamente operative nei settori fiscale e doganale. Grazie allo sviluppo condiviso dei sistemi informatizzati, per ogni euro speso congiuntamente gli Stati membri potranno risparmiare almeno quattro volte tanto.

Il programma FISCUS mira a tutelare gli interessi finanziari dell'Unione e degli Stati membri, agevolare gli scambi, garantire la sicurezza e la protezione dei cittadini dell'UE, potenziare le capacità delle autorità fiscali e doganali e attuare la legislazione dell'UE in questi settori. Dopo aver valutato le sfide future, la Commissione propone di riservare particolare attenzione alla lotta contro la frode, alla riduzione degli oneri amministrativi e alla cooperazione con i paesi terzi.

FISCUS contribuirà inoltre agli obiettivi più generali dell'Unione europea rafforzando il mercato interno e l'unione doganale, promuovendo la crescita e l'innovazione mediante la protezione dei diritti di proprietà intellettuale alle frontiere e contribuendo allo sviluppo di un mercato interno digitale.

FISCUS riunisce i due programmi, attualmente separati, per la fiscalità e le dogane, realizzando così gli obiettivi di semplificazione e riduzione dei costi fissati dalla Commissione, senza compromettere le attività nei singoli settori.

Fonte: RAPID

Due nuovi programmi per la lotta antifrode e proteggere gli interessi finanziari dell'UE

Per proseguire la lotta antifrode e proteggere gli interessi finanziari dell'Unione e i bilanci degli Stati membri assicurando che l'UE e i bilanci nazionali siano adeguatamente protetti, che il denaro sia speso per i fini previsti e che raggiunga i legittimi beneficiari, la Commissione europea ha adottato due proposte relative ai programmi Hercule III e Pericles 2020, dotati rispettivamente di un bilancio di 110 milioni e 7,7 milioni di EUR. I due programmi saranno operativi a partire da gennaio 2014 per sette anni fino alla fine del 2020.


I progetti di regolamento saranno ora discussi in sede di Consiglio e di Parlamento europeo in prospettiva della loro adozione entro la fine del 2012; i nuovi programmi potranno così avere inizio il 1° gennaio 2014.

Hercule III
Il programma Hercule III è dedicato alla lotta contro la frode, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita che possa ledere gli interessi finanziari dell'UE. È incentrato in particolare sulla cooperazione tra la Commissione (tramite l'Ufficio europeo per la lotta antifrode — OLAF), le autorità competenti degli Stati membri e altre istituzioni e organi europei.
 
Il programma è finalizzato ad assicurare che gli Stati membri e le istituzioni, gli organi e le agenzie dell'UE godano di pari tutela. Tra le azioni previste dal programma Hercule III rientrano l'offerta di supporto tecnico e operativo alle autorità degli Stati membri preposte all'applicazione della legge nella lotta contro le attività transfrontaliere illegali e l'organizzazione di attività di formazione professionale.

Il precedente programma Hercule ha dato risultati importanti, ad esempio 70 progetti di assistenza tecnica per finanziare l'acquisto di apparecchiature sofisticate per i servizi incaricati dell'applicazione della legge impegnati nella lotta antifrode e attività di formazione antifrode per oltre 5 300 addetti di tali servizi.

Pericles 2020

Pericles 2020 è un programma di scambio, assistenza e formazione inteso a rafforzare la protezione delle banconote e delle monete in euro in Europa e nel mondo.

I progetti finanziati nell'ambito del programma Pericles comprendono un seminario sulla strategia comunitaria per la protezione dell'euro nell'area del Mediterraneo ("Community Strategy for the protection of the euro in the Mediterranean area"), un corso di formazione sulla contraffazione di danaro in America Latina e numerosi scambi di personale tra autorità dell'UE e dei paesi terzi.

Fonte: RAPID

giovedì 15 dicembre 2011

Il nuovo Fondo europeo per le politiche UE nel settore degli affari marittimi e della pesca (2014-2020)

La Commissione europea ha proposto un nuovo Fondo per le politiche UE in materia di affari marittimi e pesca per il periodo 2014-2020: il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Esso contribuirà al conseguimento degli obiettivi ambiziosi della riforma della politica comune della pesca e aiuterà i pescatori a effettuare la transizione verso una pesca sostenibile e le comunità costiere a diversificare le loro economie. Il Fondo finanzierà progetti destinati a creare nuovi posti di lavoro e a migliorare la qualità della vita nelle regioni costiere europee. La semplificazione delle formalità burocratiche agevolerà l'accesso dei beneficiari ai finanziamenti.
 
La dotazione proposta per questo nuovo Fondo, che sostituirà l'attuale Fondo europeo per la pesca (FEP) e vari altri strumenti, ammonta a 6,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020.

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

Sostenere i principi ambientali, economici e sociali della riforma della politica comune della pesca

Il FEAMP costituirà uno strumento fondamentale per la riforma della politica comune della pesca proposta lo scorso luglio dalla Commissione. La transizione verso la sostenibilità impone di modificare in modo radicale il modo in cui peschiamo: il Fondo offrirà agli operatori gli incentivi necessari per ridurre l'impatto delle loro attività sugli ecosistemi marini, porre fine all'eccessivo sfruttamento delle risorse e arrestare il declino degli stock ittici.
Se si allenta la pressione esercitata sugli stock per il tempo necessario alla loro ricostituzione, le comunità dipendenti dalla pesca dovranno reperire fonti di reddito alternative. Il FEAMP le aiuterà a trovare soluzioni innovative per valorizzare le loro catture e diversificare le loro attività.
Tuttavia esso non costituisce soltanto un catalizzatore per la transizione verso un settore della pesca sostenibile ed economicamente redditizio, ma è anche uno strumento che contribuirà a realizzare l'Agenda sociale della Commissione. Nelle imprese di pesca a gestione familiare i coniugi svolgono spesso un ruolo fondamentale. Essi potranno d'ora in poi beneficiare di un sostegno per azioni di formazione o per altre attività economiche collegate alla pesca. Le organizzazioni di produttori saranno assistite nella pianificazione della produzione, affinché possano soddisfare la domanda del mercato e siano in grado di commercializzare i loro prodotti rispondendo alle aspettative di un pubblico sempre più consapevole.

Una pesca intelligente ed ecosostenibile

Nonostante dagli anni '90 ad oggi siano stati spesi 1,7 miliardi di euro per la realizzazione di programmi di smantellamento, la flotta dell'UE continua a presentare un eccesso di capacità in quanto le riduzioni conseguite con la demolizione dei pescherecci sono state controbilanciate dall'ammodernamento tecnologico delle navi rimaste nella flotta. Ai programmi di smantellamento non saranno quindi destinate ulteriori risorse e i fondi saranno assegnati ad attività economicamente e socialmente produttive. Una di queste è rappresentata dalla diversificazione. La promozione di iniziative di tipo "bottom-up" ha finora dato eccellenti risultati nei settori connessi al comparto della pesca, come la trasformazione, il turismo e la ristorazione. Il FEAMP darà impulso a questo tipo di progetti innovativi promossi dalle collettività. Saranno intensificati gli aiuti a favore delle flotte costiere artigianali, che rimangono il motore dell'economia di molte comunità costiere.

Il nuovo Fondo sosterrà inoltre progetti innovativi, quali la sostituzione delle reti da pesca con attrezzi più selettivi al fine di ridurre i rigetti in mare o lo sviluppo di nuove tecnologie in grado di contenere l'impatto della pesca e dell'acquacoltura sull'ambiente.

Acquacoltura intelligente ed ecosostenibile

L'acquacoltura presenta enormi potenzialità per ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni, offre sbocchi occupazionali di elevata qualità nelle zone rurali e porta alimenti sani sulle tavole dei consumatori europei. Il Fondo contribuirà alla crescita sostenibile di questo settore e consentirà di premiare l'innovazione e di promuovere nuovi prodotti dell'acquacoltura, ad esempio di tipo non alimentare.

Sostegno a favore della cooperazione tra scienza e pescatori

La possibilità di disporre di dati affidabili sullo stato degli stock ittici e dell'ambiente marino in generale riveste un'importanza cruciale nell'ambito della riforma della politica comune della pesca. In questa prospettiva, il FEAMP stanzierà fondi sufficienti per la raccolta dei dati, la sorveglianza e il controllo. Per contrastare l'assurda separazione tra quanti lavorano sul mare e quanti lo studiano, il FEAMP incoraggerà pescatori e scienziati a collaborare per riuscire a sfruttare le risorse naturali in modo sostenibile.

Un Fondo unico per la pesca e per la politica marittima integrata

La politica marittima integrata dell'UE, inaugurata nel 2007, collega tra loro settori marittimi che erano tradizionalmente separati in compartimenti stagni e gestiti modo isolato. Il FEAMP sosterrà progetti connessi alla pianificazione dello spazio marittimo, alla sorveglianza marittima integrata e alle conoscenze oceanografiche. In ambiti di questo tipo l'integrazione può contribuire a evitare duplicazioni e a ridurre i costi grazie al rafforzamento della cooperazione e del coordinamento intersettoriale. Il fatto di integrare nel FEAMP la politica marittima contribuirà a rafforzare la coerenza e a creare sinergie tra questi due ambiti strategici.
Semplificazione
Le norme che disciplinano il FEAMP saranno armonizzate con quelle relative agli altri Fondi dell'UE. Questo semplificherà la vita sia ai beneficiari che alle autorità nazionali. Il FEAMP farà parte del nuovo quadro strategico comune, che garantirà il funzionamento coerente di tutti i Fondi istituiti dall'UE, evitando sovrapposizioni o duplicazioni.

Come funziona il Fondo

Il nuovo Fondo consentirà di cofinanziare progetti con gli Stati membri. La dotazione totale sarà ripartita tra gli Stati membri in funzione dell'importanza del settore della pesca di ciascun paese. Si applicheranno quindi i principi della gestione concorrente tra la Commissione e gli Stati membri. Ogni Stato membro elaborerà un programma operativo in cui indicherà come intende utilizzare i fondi ad esso assegnati per il periodo di programmazione. Dopo l'approvazione del programma da parte della Commissione, lo Stato membro selezionerà i progetti da finanziare. Gli Stati membri e la Commissione controlleranno congiuntamente sia l'ammissibilità degli interventi da sovvenzionare che l'attuazione del programma.

Fonte: RAPID
 

lunedì 5 dicembre 2011

Il futuro programma europeo di osservazione della terra (2014-2020)

La Commissione europea ha proposto di finanziare, al di fuori del quadro finanziario dell'UE, il programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security - Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza) di osservazione della terra per il periodo 2014-2020. La necessaria dotazione di bilancio è stimata a 5,8 miliardi di euro.
 
La Commissione propone di costituire un apposito fondo per il GMES, del tipo adottato per il Fondo europeo di sviluppo, con il concorso finanziario dei 27 Stati membri dell'UE in funzione del loro reddito nazionale lordo (RNL). Ciò richiederà un accordo intergovernativo tra gli Stati membri dell'Unione, riuniti in sede di Consiglio. La Commissione coordinerà il programma, la cui gestione finanziaria potrebbe essere delegata all'Agenzia del sistema globale di navigazione satellitare (GNSS).

Per maggiori informazioni sul Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES) consultare il sito di riferimento

La Commissione ha ribadito che, visti i limiti del bilancio UE, la proposta consiste nel finanziare il GMES per il periodo 2014-2020 al di fuori del quadro finanziario pluriennale. Essa si impegna, tuttavia, a garantire anche in futuro il successo del GMES; a tale proposito, con la comunicazione odierna intende lanciare il dibattito sul futuro del programma GMES con il Parlamento europeo, il Consiglio, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni.
Fonte: RAPID

sabato 3 dicembre 2011

Il futuro programma per promuovere i settori culturali e creativi (2014-2020)

Migliaia di persone attive nel campo del cinema, della TV, della cultura, della musica, delle arti dello spettacolo, del patrimonio culturale e ambiti correlati si avvantaggeranno di un sostegno accresciuto da parte dell'UE nell'ambito del nuovo programma "Europa creativa".

Con un bilancio proposto di 1,8 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 si tratta del tanto necessario sostegno per le industrie culturali e creative che costituiscono un'importante fonte di occupazione e di crescita in Europa. Il nuovo programma stanzierà più di 900 milioni di euro a sostegno del settore cinematografico e audiovisivo (ambito coperto dall'attuale programma MEDIA) e quasi 500 milioni di euro per il settore culturale. La Commissione intende inoltre stanziare più di 210 milioni di euro per un nuovo strumento di garanzia finanziaria destinato a consentire ai piccoli operatori di accedere a prestiti bancari su un totale di quasi 1 miliardo di euro e destinerà circa 60 milioni di euro a sostegno della cooperazione politica e delle strategie innovative in tema di audience building e di nuovi modelli imprenditoriali.


La proposta di Europa creativa è in discussione in seno al Consiglio (27 Stati membri) e al Parlamento europeo che adotteranno la decisione finale sul quadro finanziario per il 2014-2020

Europa creativa
Il nuovo programma "Europa creativa" prenderà le mosse dalle esperienze e dai risultati positivi dei programmi Cultura e MEDIA che promuovono i settori culturali e audiovisivi da più di vent'anni. 
 
Il bilancio proposto per "Europa creativa", pari a 1,8 miliardi di euro, rappresenta un aumento del 37% rispetto agli attuali livelli di spesa. Nel 2007-13 il programma MEDIA ha ricevuto 755 milioni di euro con ulteriori 15 milioni di euro per il programma MEDIA Mundus a sostegno della cooperazione internazionale nel settore audiovisivo. Il programma Cultura ha ricevuto nell'attuale quadro finanziario uno stanziamento di bilancio di 400 milioni di euro.
 
I settori culturali e creativi dell'Europa rappresentano circa il 4,5% del PIL europeo e occupano circa il 3,8% della forza lavoro dell'UE (8,5 milioni di persone). 
 
Il sostegno dell'UE aiuterà questi settori ad avvalersi al meglio delle opportunità determinate dalla globalizzazione e dalla rivoluzione digitale. Esso consentirà loro di sormontare sfide quali la frammentazione del mercato e le difficoltà di accesso ai finanziamenti oltre a contribuire a migliorare le strategie operative agevolando la condivisione di know-how ed esperienze.
Fonte: RAPID