giovedì 20 dicembre 2012

La Commissione europea finanzia 23 progetti innovativi sulle energie rinnovabili



La Commissione europea ha assegnato oltre 1,2 miliardi di EUR di finanziamenti a 23 progetti di dimostrazione altamente innovativi sulle energie rinnovabili nell'ambito del primo invito a presentare proposte per il cosiddetto programma di finanziamento NER300. 

I progetti saranno cofinanziati con i proventi ottenuti dalla vendita di 200 milioni di quote di emissione tratte dalla riserva per i nuovi entranti (NER – New Entrants Reserve) del sistema unionale di scambio delle quote di emissione.

I progetti interessano un'ampia gamma di tecnologie delle energie rinnovabili: la bioenergia (compresi i biocarburanti avanzati), l'energia solare a concentrazione, l'energia geotermica, l'energia eolica, l'energia oceanica e la gestione delle energie rinnovabili decentralizzate (reti intelligenti). 


I finanziamenti NER300 copriranno fino al 50% dei "costi pertinenti" del progetto, ossia, in sostanza, fino al 50% delle spese supplementari sostenute rispetto alle tecnologie esistenti e sperimentate; la quota rimanente sarà coperta da investimenti privati e/o da ulteriori finanziamenti nazionali.

Il programma di finanziamento NER300 è attuato dalla Commissione europea in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (BEI), che contribuisce alla selezione dei progetti, alla vendita di 300 milioni di quote di emissione di carbonio del sistema unionale di scambio delle quote di emissione e alla gestione delle entrate.

Fonte: RAPID

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mercoledì 19 dicembre 2012

2013 Anno europeo dei Cittadini

Il 2013 è stato proclamato "Anno europeo dei cittadini" con decisione del Parlamento europeo e del Consiglio, su proposta dalla Commissione, pubblicata il 23 novembre 2012 nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea. 

L'Anno europeo sarà inaugurato il 10 gennaio 2013 a Dublino con un dibattito pubblico, in concomitanza con l'inizio della presidenza irlandese del Consiglio.

In particolare, l'Anno europeo dei cittadini si propone di:
  • rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell'Unione in merito al loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente all'interno dell'Unione Europea e più in generale ai diritti garantiti ai cittadini dell'Unione allorché si trovano in un altro Stato membro, compreso il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione;
  • rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell'Unione in merito alle modalità con le quali possono concretamente beneficiare dei diritti e delle politiche dell'Unione allorché risiedono in un altro Stato membro e promuovere la loro partecipazione attiva a forum civici sulle politiche e su problematiche dell'Unione;
  • stimolare un dibattito sulle conseguenze e sulle potenzialità del diritto di circolare liberamente quale aspetto inalienabile della cittadinanza dell'Unione, in particolare in termini di rafforzamento della coesione sociale e della comprensione reciproca tra i cittadini dell'Unione, nonché del legame tra i cittadini e l'Unione.

Il Dipartimento per le Politiche Europee del Consiglio dei Ministri assicurerà il coordinamento delle attività nazionali e la promozione delle iniziative regionali e locali, favorendo la partecipazione di tutte le parti interessate inclusa la società civile.

La casella di posta elettronica annoeuropeocittadini@governo.it è già attiva per accogliere ogni suggerimento e proposta che si vorrà sottoporre al Dipartimento.

In Italia sono previsti quattro importanti appuntamenti.

Un primo evento avrà luogo a Napoli il 30 novembre 2012 alla presenza del Commissario Lazslo Andor, responsabile per l'occupazione, gli affari sociali e l'integrazione. Il pubblico presente verrà invitato a formulare le proprie osservazioni e domande riguardo alle politiche poste in essere dall'UE in materia di occupazione.

Il secondo appuntamento, incentrato sul tema della protezione dei valori del modello sociale europeo e della sicurezza dei cittadini, avrà luogo a Torino il 21 febbraio 2013 alla presenza della Commissaria agli Affari interni Cecilia Malmstroem.

Sarà Pisa ad ospitare il terzo incontro dedicato all'uso sostenibile delle risorse, che si svolgerà il 5 aprile 2013 alla presenza del Commissario responsabile per l'Ambiente Janez Potocnik. In occasione della festa dell'Europa, il 7 maggio 2013, si svolgerà infine a Trieste un grande evento finale con la vicepresidente Viviane Reding.
   


Fonte: Presidenza del Consiglio e Parlamento europeo

lunedì 17 dicembre 2012

Nuovo programma YES EUROPE

Il Comitato Cultura e Istruzione del Parlamento europeo ha adottato il nuovo Programma europeo per i giovani, l’istruzione e lo sport, YES EUROPE, unificando tutti i programmi di finanziamento per l’istruzione, la formazione e lo sport ed Erasmus per l’istruzione superiore.

Oltre 5 milioni di studenti, di tutte le età, potrebbero usufruire di una maggiore mobilità e cooperazione all’estero, grazie ai 18 miliardi  di finanziamenti europei per gli anni 2014-2020.

I membri del Parlamento hanno apportato alcune modifiche alla proposta della Commissione europea aggiungendo una nuova facilitazione per garantire i prestiti richiesti dagli studenti di Master e semplificando la gestione delle sovvenzioni.  

Per la prima volta i programmi dedicati specificatamente allo sport sono ammissibili per i finanziamenti europei. Copriranno gli sport di base nonché le iniziative volte ad affrontare il doping, la violenza, la discriminazione e l’intolleranza.

L’UE garantisce I prestiti per gli studenti di Master all’estero. 

Gli studenti che desiderano svolgere un Master in un paese dell'UE potranno richiedere per un prestito che verrà garantito dal nuovo sistema nel quadro del programma YES EUROPE. Per essere ammissibili, gli studenti devono trascorrere all’estero da uno a due anni. Il comitato ha votato per prestiti fino a 12.000 euro per un programma di Master di un anno e fino a 18.000 euro per un programma di due anni.

I membri del Parlamento ritengono che questa nuova opportunità sia di complemento e non sostituisca le altre sovvenzioni o i meccanismi di finanziamento a livello locale, nazionale o europeo. Termini speciali, a favore degli studenti, dovranno esser applicati a questo tipo di prestiti: ad esempio tassi ridotti di interesse, “periodi di grazia” per ripagare il prestito (un minimo di 12 mesi dopo la fine del periodo di studi) o abolizione di garanzie aggiuntive da parte dei genitori.

Gioventù – terza sezione del programma

Le azioni che riguardano specificatamente i Giovani dovrebbero essere finanziate con una linea di bilancio separata. La proposta è di una struttura basata su tre sezioni, con un capitolo specifico sui giovani, in aggiunta ai capitoli per l’istruzione e la formazione e per lo sport. 

Nel testo adottato dal comitato sono stati fissati target specifici per questa area.  I membri del Parlamento desiderano che l’UE continui ad utilizzare i nomi già esistenti per le diverse azioni nelle tre sezioni del programma: Erasmus per la mobilità nell’istruzione superiore; Grundtvig per l’apprendimento permanente; Leonardo da Vinci per la formazione professionale e la formazione all’estero e Gioventù in Azione per le attività nel nuovo capitolo Gioventù.

Bilancio stanziato e amministrazione negli Stati membri

L’idea è di vedere i programmi e la loro amministrazione modernizzati al fine di sfruttare al meglio lo stanziamento finanziario proposto dalla Commissione per i sette anni a partire dal 2014. 

Esso ammonta ad oltre 18 miliardi, di cui appena oltre un miliardo proveniente da diversi strumenti di aiuto esterni, dal momento che il programma sarà aperto alla cooperazione con paesi non-UE.  Sono state adottate delle soglie minime garantite per ciascuna sezione del programma:  83.4 %  per istruzione e formazione; 8%  per la gioventù; 1.8% per lo sport. 

Le Agenzie Nazionali amministreranno il programma negli Stati membri. I membri del Parlamento hanno votato per garantire che ciascun Stato membro possa decidere se avere una o più agenzie nazionali.  

Il testo adottato verrà votato in sessione plenaria nel Gennaio 2013 e dovrà essere adottato formalmente dal Consiglio.

giovedì 8 novembre 2012

L'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT)

Cos'è l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT)?

L'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) è stato istituito nel 2008 su iniziativa della Commissione europea ed è un organo autonomo dell'UE che stimola l'innovazione ad altissimo livello, la crescita sostenibile e la competitività. Esso riunisce istituzioni d'istruzione superiore, centri di ricerca e imprese aventi carattere d'eccellenza e mira a raggiungere i suoi obiettivi in base a un concetto pioneristico di partenariati transfrontalieri pubblico-privati noti quali Comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI). 

L'EIT ha la sede amministrativa a Budapest mentre i CCI operano a partire da 17 centri coubicati in tutta Europa, da Barcellona a Stoccolma e da Londra a Cracovia. A tutt'oggi sono stati creati tre CCI consacrati all'energia sostenibile (KIC InnoEnergy), al cambiamento climatico (Climate KIC) e alla società dell'informazione e della comunicazione (EIT ICT Labs).

Qual è il concetto della Commissione europea per l'EIT?

L'obiettivo dell'EIT è promuovere la capacità innovativa dell'Europa creando gli imprenditori di domani e assicurando che il "triangolo della conoscenza" europeo sia all'altezza dei migliori al mondo. Le sue CCI affrontano le principali sfide per la società e l'Istituto funge da catalizzatore per l'accoglimento e lo sfruttamento di nuove tecnologie e ricerche.

L'EIT e le sue CCI sono organizzati in modo da ridurre al minimo gli aspetti burocratici e dispongono della flessibilità per adattarsi rapidamente ai nuovi bisogni e alle nuove opportunità emergenti così da produrre risultati reali. La Commissione vuole che l'EIT sia un modello di semplificazione.

Gli studiosi, i ricercatori e gli imprenditori sono al centro di questa dinamica innovativa. La sua dimensione educativa crea nuove opportunità di sviluppo delle carriere e istituisce passerelle tra il mondo universitario e il settore privato.

Le prime CCI sono in funzione da un periodo relativamente breve ma hanno già dimostrato il loro impatto. Dall'avvio delle CCI sono state create 27 nuove imprese e sono in corso di trattamento 35 brevetti; più di 800 laureati sono stati iscritti o sono iscritti attualmente a programmi di master/dottorato CCI e a scuole estive. Inoltre, le prime tre CCI hanno riunito più di 280 partner provenienti dal mondo dell'istruzione, della ricerca e dalle imprese.

Entro il 2020 la Commissione prevede che l'EIT funga da volano per la creazione di 600 start-up e per sostenere 10 000 studenti di master e 10 000 studenti di dottorato in un'ottica di ricerca scientifica e imprenditorialità.

Quali sono i prossimi passi?

La Commissione ha proposto un'agenda strategica per l'innovazione che definisce le priorità dell'EIT per il periodo 2014-2020. Tali priorità sono: consolidare le CCI esistenti, stabilire sei nuove CCI e potenziare l'impatto dell'EIT in Europa. A tal fine si tratterà di condividere le conoscenze acquisite dalle CCI con il pubblico più ampio possibile per il tramite, ad esempio, di sistemi di borse, una rete di ex studenti CCI e un forum degli interessati.

Queste misure sarebbero integrate da iniziative per rendere più efficiente la governance dell'EIT e ponendo in atto un nuovo sistema di monitoraggio per valutare le prestazioni dell'EIT e delle CCI. Il sistema di monitoraggio consentirà all'EIT di verificare le proprie prestazioni rispetto agli obiettivi che si è fissato e alle prassi ottimali vigenti in Europa e a livello mondiale.

Come sono state selezionate le tematiche per le sei nuove CCI? Quali criteri si sono usati per definirne il campo?

La Commissione ha proposto che l'EIT istituisca nel 2014 tre nuove CCI in tema di innovazione per una vita sana e per l'invecchiamento attivo; materie prime – prospezione, estrazione, trattamento, riciclaggio e sostituzione sostenibili; e alimenti per il futuro – una filiera alimentare sostenibile dalle risorse al consumatore. Esso ne istituirà altre tre nel 2018 consacrate alla mobilità urbana, all'industria manifatturiera ad alto valore aggiunto, e alle società sicure intelligenti. 

Le tematiche selezionate vogliono affrontare le sfide economiche e sociali. Le nuove CCI contribuiranno anche agli obiettivi della strategia Orizzonte 2020 e dell'agenda Europa 2020 per l'occupazione e la crescita sostenibile.


Il Progetto per l'Agenda strategica per l'innovazione presentato alla Commissione dal consiglio direttivo dell'EIT nel giugno 2011 ha funto da base per la selezione delle tematiche delle nuove CCI. Parallelamente, si sono sviluppati criteri per assicurare una valutazione obiettiva del potenziale innovativo inerente a ciascuna delle tematiche proposte. Questi criteri sono stati discussi con la più ampia comunità dell'innovazione attraverso una consultazione pubblica.

Qual è l'entità dei finanziamenti che la Commissione propone di stanziare per l'EIT nel periodo 2014-2020? 

A partire dai suoi inizi nel 2008 l'EIT ha ricevuto 308,7 milioni di EUR dal bilancio dell'UE. Nel contesto della proposta Orizzonte 2020 la Commissione prevede di intensificare significativamente il suo sostegno all'EIT con un bilancio di circa 3,2 miliardi di EUR nel periodo 2014-2020.

Il bilancio viene aumentato per consentire alle prime tre CCI di consolidarsi e di crescere e per preparare la strada alla creazione delle sei nuove CCI entro il 2018. Mediamente, l'EIT contribuisce fino al 25% del bilancio totale delle CCI. L'importo distribuito a ciascuna CCI può variare poiché il fabbisogno finanziario di ciascuna è diverso e una parte del finanziamento dell'EIT è distribuito alle CCI su base competitiva.

Cosa si sta facendo per rendere l'EIT più attraente per le imprese, particolarmente le PMI?

Pur mantenendo la flessibilità necessaria per l'EIT, la Commissione ha proposto misure per snellire il processo decisionale dell'EIT e le sue procedure di attuazione. Le tematiche per le nuove CCI sono state selezionate in base alle loro potenzialità di creazione di nuove imprese.

La partecipazione delle imprese nell'EIT e nelle sue CCI è già notevole e sta aumentando. Attualmente le CCI hanno più di 280 partner, 113 dei quali (circa il 40%) è costituito da organizzazioni di imprese. Il Climate-KIC, ad esempio, coinvolge un gran numero di PMI a livello regionale. I partner industriali forniscono circa un terzo del bilancio dell'InnoEnergy KIC, che ammonta complessivamente a 290 milioni di EUR. Nel caso dell'EIT ICT Labs la quota di bilancio proveniente dai partner industriali è pari al 20%.

Le imprese – sia le grandi multinazionali che le PMI – sono attirate dall'approccio business-oriented e di lungo termine all'innovazione proposto dall'EIT nonché dalla sua flessibilità e dagli sforzi volti ad assicurare regole più semplici e più chiare.

Qual è il ruolo dell'EIT nell'ambito di Orizzonte 2020?

Nell'ambito di Orizzonte 2020 l'EIT svolgerà un ruolo cruciale per promuovere l'innovazione combinando l'istruzione di eccellenza, la ricerca e le imprese. L'EIT pone l'istruzione al centro dell'innovazione e le CCI promuoveranno la creazione di una rete su scala europea di "ecosistemi" che consentirà agli imprenditori di trasformare le nuove idee in prodotti e servizi commercializzabili.

L'EIT soddisfa l'obiettivo di Orizzonte 2020 "affrontare le problematiche con ripercussioni di rilievo per la società" integrando altre iniziative contestualmente alla loro più ampia strategia. Esso contribuirà anche all'aspetto "creare una leadership industriale e un quadro competitivo" stimolando la ricerca impostata sui risultati e promuovendo la creazione di PMI innovative con grandi potenzialità di crescita. L'EIT contribuirà inoltre alla creazione di una "base di eccellenza scientifica" promuovendo la mobilità tra le discipline, i settori e i paesi.

Orizzonte 2020 garantisce la semplificazione e la flessibilità necessarie per assicurare che l'EIT possa valorizzare appieno le proprie potenzialità innovative, dare rilievo a nuovi approcci e attirare la comunità imprenditoriale. Esso incoraggia l'EIT fare pieno uso della sua autonomia in modo da rispondere rapidamente ai bisogni nuovi o emergenti.

Quali sono i risultati raggiunti dall'EIT da quando è stato avviato?

Climate KIC e Naked Energy

Naked Energy, una start-up con base nel Regno Unito, ha creato un pannello solare ibrido che genera elettricità e calore. Il Climate-KIC ha identificato il prodotto in quanto innovazione nella tecnologia solare e ha collaborato con Naked Energy per presentare la tecnologia a una serie di partner tra cui ospedali, scuole e gruppi di immobili. Queste riunioni hanno portato a un accordo con un importante supermercato, Sainsbury’s, per l'avvio di un progetto pilota. L'impresa ha vinto nel 2011 il concorso Climate-KIC e nel 2012 il premio EIT Entrepreneurship Award.

EIT ICT Labs e Trifense 

Trifense, uno spin-off dell'Università tecnica di Berlino, si prefigge di proteggere un'impresa o un'organizzazione dalle minacce in tema di cibersicurezza. Trifense ha vinto il premio EIT ICT Labs Award e sta ora lavorando con la CCI su una delle sue linee d'azione tematica "Nuovi media e contenuti". I risultati si stanno concretizzando in soluzioni innovative in tema di sicurezza. La cooperazione con la CCI ha aiutato Trifense a istituire un'ampia gamma di relazioni imprenditoriali di ricerca.

KIC InnoEnergy e NOEM - Think Co2

NOEM - Think Co2 ha ideato un nuovo concetto di casa modulare prefabbricata efficiente sul piano energetico che può essere costruita in pochi giorni e a un prezzo per metro quadrato inferiore a 2 000 EUR. Gli edifici possono essere smontati ancora più facilmente per essere trasferiti in un altro luogo e possono essere ampliati per soddisfare una maggiore richiesta di spazio. L'impresa, sita a Barcellona (Spagna), ha vinto il premio EIT Entrepreneurship Award per l'energia sostenibile e lavora ora in stretta collaborazione con KIC InnoEnergy per sviluppare e commercializzare il prodotto.

HULT Global Case Challenge
Un gruppo che rappresenta l'Istituto europeo per l'innovazione e la tecnologia e KIC InnoEnergy ha vinto il secondo premio nella finale di uno dei più prestigiosi concorsi mondiali per le aziende, l'HULT Global Case Challenge, nell'aprile 2012.

Il gruppo costituito di cinque persone, che ha presentato un progetto volto a promuovere l'uso dell'energia solare in Africa, frequentava un corso di master sponsorizzato dall'Unione europea e dal KIC InnoEnergy. Migliaia di studenti, provenienti da più di 130 paesi e da sei continenti, hanno partecipato al concorso in cinque città e online per arrivare alla finale svoltasi nella New York Public Library in presenza dell'ex Presidente USA Bill Clinton e del Premio Nobel Muhammad Yunus.

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lunedì 5 novembre 2012

Azioni Marie Curie: cosa finanziano

Chi viene finanziato dal programma?

Le azioni Marie Curie concedono borse di ricerca europee indipendentemente dalla nazionalità o dall'ambito di ricerca. Oltre a sostenere un programma di borse, il programma consente ai ricercatori di acquisire un'esperienza internazionale che va a vantaggio dei singoli individui come anche dell'intera comunità della ricerca europea.

Perché l'UE finanzia la ricerca europea?

Se è vero che i ricercatori europei sono spesso ben equipaggiati per affrontare il mercato del lavoro accademico, essi sono meno preparati per lavorare in un contesto imprenditoriale. L'Unione europea intende attirare e mantenere un maggior numero di ricercatori di punta – si avverte inoltre con urgenza la necessità di assicurare che i ricercatori dispongano delle abilità adeguate necessarie per i posti d lavoro futuri. 

Le azioni Marie Curie (AMC) uniscono questi tre lati del triangolo della conoscenza - ricerca, istruzione e innovazione – e combinano l'eccellenza nella ricerca e una formazione di elevata qualità che servono a promuovere l'innovazione. Esse rendono più facile per i ricercatori spostarsi a livello internazionale e tra settori nel corso della loro formazione. Ciò non serve soltanto a promuovere elevati standard professionali nell'ambito delle carriere dei ricercatori, ma li dota anche delle abilità necessarie nell'economia moderna.

Come sono selezionati i beneficiari?

I candidati alle borse Marie Curie sono valutati da un panel indipendente di scienziati europei e internazionali di chiara fama. La valutazione si basa sulla qualità scientifica del progetto e sul suo probabile impatto sulla competitività europea nonché sull'eccellenza del programma di formazione, dell'istituto ospitante e del ricercatore. Soltanto i migliori progetti ricevono un finanziamento. I borsisti Marie Curie ricevono contratti di lavoro per una durata massima di tre anni, una piena copertura previdenziale e un contributo per il fondo pensioni.

Qual è l'impatto delle azioni Marie Curie?

Esse consentono a un gran numero di ricercatori di ricevere una formazione iniziale di elevata qualità. Il 40% del bilancio delle AMC è destinato a formare i ricercatori che muovono i primi passi nella carriera; le AMC finanzieranno circa 10 000 dottorati di ricerca nel periodo 2007-2013. L'accento è posto sulla formazione intersettoriale, interdisciplinare e internazionale in modo da promuovere le competenze innovative e l'occupabilità.

Le AMC incoraggiano la cooperazione industria-università. Le imprese sono profondamente coinvolte nelle reti di formazione iniziale (Initial training networks - ITN) e nei partenariati e percorsi professionali industria-università (IAPP) che ricevono la metà del bilancio del programma. Le imprese rappresentano il 12% dei partecipanti ITN e il 38% dei partecipanti IAPP, dei quali il 50% è costituito da PMI. Inoltre le AMC sostengono i dottorati industriali europei (EID) che fanno partecipare i ricercatori ad attività del settore industriale per almeno il 50% della durata del loro dottorato di ricerca.

Il programma promuove condizioni lavorative attraenti per i ricercatori, con una copertura integrale delle prestazioni sociali e il congedo di maternità, in linea con i principi della "Carta europea dei ricercatori e codice di condotta per la loro assunzione". La logica è semplice: migliorando le condizioni di lavoro e lo status dei ricercatori si riuscirà ad attirare un maggior numero di persone in questa professione in Europa.

Le AMC intendono inoltre incoraggiare l'equilibrio trai sessi. Il 38% dei ricercatori AMC è costituito da donne (l'obiettivo UE è fissato al 40%).

Vi sono restrizioni in termini di nazionalità per diventare un borsista Marie Curie?

Le azioni Marie Curie sono aperte ai ricercatori di qualsiasi nazionalità e vi possono partecipare organizzazioni di ricerca di tutti i paesi. Questo aspetto le rende uno strumento chiave dell'UE per attirare i migliori ricercatori di tutto il mondo. Finora ricercatori di 130 diverse nazionalità e organizzazioni ospitanti in più di 80 paesi hanno ricevuto un sostegno dalle AMC.

Perché il programma viene ribattezzato azioni Marie Skłodowska-Curie ?

Le azioni Marie Curie saranno rinominate azioni Marie Skłodowska-Curie per onorare le radici polacche di questa scienziata straordinaria.

Quali sono i principali cambiamenti previsti nell'ambito del programma Orizzonte 2020 per le azioni Marie Skłodowska-Curie?

La proposta della Commissione in merito alle future azioni Marie Skłodowska-Curie prevede lo snellimento, la semplificazione e il rafforzamento della formazione dei dottori di ricerca. Le AMC coinvolgeranno ancora il settore privato in quanto attore principale e manterranno una forte dimensione internazionale. Il principio di cofinanziamento sarà esteso per diffondere le migliori pratiche in tutta Europa. 

Le azioni Marie Curie aiutano i ricercatori nello sviluppo della loro carriera?

. I borsisti Marie Curie hanno migliori opportunità di trovare i posti di lavoro migliori, grazie alla loro formazione e alle attività svolte nel settore privato. Inoltre, gli ex borsisti Marie Curie hanno un tasso di successo superiore alla media nell'ottenimento di borse dal Consiglio europeo della ricerca. 

Fonte: memo RAPID

martedì 30 ottobre 2012

Il nuovo Fondo di aiuto europeo per gli indigenti

La Commissione propone la costituzione di un nuovo Fondo di aiuto europeo per gli indigenti 

Come funzionerà questo Fondo? 

È prevista una notevole flessibilità. Gli Stati membri pianificheranno i loro programmi per il 2014-20 sulla base delle loro situazioni e preferenze nazionali e regionali (vale a dire, a seconda che preferiscano distribuire alimenti o prodotti o una combinazione dei due). La Commissione approverà quindi i programmi nazionali e le autorità nazionali adotteranno le decisioni individuali per l'erogazione dell'assistenza attraverso organizzazioni partner (spesso non governative). Un approccio analogo è già utilizzato per i fondi di coesione.

Le autorità nazionali potrebbero acquistare esse stesse gli alimenti o prodotti e metterli a disposizione delle organizzazioni partner o concedere a queste ultime i necessari finanziamenti. Se l'acquisto di alimenti o prodotti avviene a cura di un'organizzazione partner questa può distribuire essa stessa l'assistenza materiale o affidarne la distribuzione ad altre organizzazioni partner.

Perché il neoproposto Fondo è incentrato sugli aiuti alimentari, i senzatetto e i bambini che versano in condizioni di deprivazione materiale? 
Il neoproposto Fondo intende aiutare le persone maggiormente svantaggiate, i senzatetto e i bambini che versano in condizioni di deprivazione materiale per spezzare il circolo vizioso della povertà e della deprivazione e creare così un contributo concreto all'obiettivo della strategia Europa 2020 volta a ridurre di almeno 20 milioni di unità il numero delle persone che versano in condizioni di povertà o sono a rischio di povertà.

Uno degli aspetti principali dell'indigenza consiste nell'incapacità di procurarsi alimenti in quantità e qualità adeguata, cosa questa che è classificata alla stregua di un'esigenza di base dall'Organizzazione mondiale della Sanità. Un'altra forma particolarmente grave di deprivazione materiale è la condizione di senzatetto. Attualmente, in Europa vi sarebbero 4,1 milioni di senzatetto.

Il nuovo strumento sarà indirizzato anche esplicitamente ai bambini poiché questi sono maggiormente esposti al rischio di povertà del resto della popolazione e soffrono di forme di deprivazione materiale che diminuiscono la loro probabilità, rispetto ai coetanei in migliori condizioni economiche, di avere una buona salute e di realizzare le loro piene potenzialità una volta divenuti adulti.

Il neoproposto Fondo prenderà di mira queste forme di deprivazione materiale estrema non solo perché esse mettono potenzialmente in pericolo la vita di chi ne soffre, ma anche perché la carenza di alimenti e di prodotti di base, come ad esempio gli indumenti, rende impossibile ai più indigenti uscire dal cerchio della povertà e dell'esclusione ed anche beneficiare delle misure di formazione o consulenza.

In che modo saranno selezionate le organizzazioni partner?

Le organizzazioni partner saranno organismi pubblici o organizzazioni non governative selezionati dagli Stati membri sulla base di criteri obiettivi e trasparenti.

In che modo un'assistenza passiva aiuta le persone a uscire dalla condizione di povertà?

In primo luogo, il fatto di assicurare che le persone dispongano di cibo e di prodotti di base, come ad esempio indumenti, è condizione essenziale per poter sperare di trovare un giorno un lavoro e di sfuggire così al circolo vizioso della povertà e dell'esclusione. Il fatto di disporre di questi beni consente loro, ad esempio, di partecipare a una formazione. In secondo luogo, il neoproposto Fondo va al di là della semplice assistenza passiva. 

I programmi nazionali volti ad attuare il Fondo dovranno includere misure attive di inclusione sociale e potranno in parte ricorrere al Fondo per finanziare tali misure.

Il bilancio previsto è sufficiente considerato che nell'UE vi sono 40 milioni di persone che soffrono di deprivazione alimentare?

Il Fondo non aspira a soddisfare tutti i 40 milioni di persone che versano in condizioni di deprivazione alimentare nell'UE, bensì coloro che si trovano in condizioni di particolare indigenza. Spetta agli Stati membri incentrare i loro programmi sui più bisognosi. Dovrebbe essere inoltre chiaro che la cifra di 2 milioni riguarda soltanto il numero addizionale di persone che potrebbero essere aiutate grazie ai finanziamenti dell'UE. In totale, il numero di persone aiutate direttamente dal Fondo, dai cofinanziamenti degli Stati membri e dai contributi in natura delle organizzazioni partner ammonterebbe a 4 milioni.

In che modo il Fondo integra il Fondo sociale europeo (FSE)?

Il neoproposto Fondo aiuterebbe le persone a uscire dal circolo vizioso della povertà e della deprivazione offrendo loro un aiuto temporaneo, vale a dire soddisfacendo bisogni estremamente basilari in modo da consentire ad esse di ottenere un lavoro o seguire un corso di formazione o ottenere una consulenza come quelli supportati dal Fondo sociale europeo. Se le persone non hanno abbastanza cibo o indumenti o sono prive di altri beni essenziali esse non sono in grado di seguire corsi di formazione o attività di consulenza.

Perché l'efficace “Programma dell'Unione europea per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti” (programma MDP) viene sospeso?

Il programma di aiuto agli indigenti (programma MDP) è stato avviato nel 1987 per far buon uso delle eccedenze agricole dell'epoca, mettendole a disposizione degli Stati membri che intendessero usarle quali aiuti alimentari per gli indigenti della Comunità. Tuttavia, le riforme successive della politica agricola comune unitamente all'aumento simultaneo dei prezzi alimentari sui mercati internazionali fanno sì che il mercato dei prodotti agricoli rimarrà prevedibilmente in equilibrio - mediamente - nel periodo in esame (2011-2020), senza che ci sia bisogno di un intervento sui mercati.

Inoltre, la Corte di giustizia si è pronunciata il 13 aprile 2011 in merito a una causa indetta dalla Germania e sostenuta dalla Svezia contro gli stanziamenti monetari concessi dagli Stati membri nell'ambito del programma MDP 2009 per l'acquisto di alimenti sul mercato.

In considerazione della prevista assenza di scorte di intervento, il programma MDP ha perso quindi la propria motivazione di fondo e verrà interrotto dopo il 2013. 


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