venerdì 24 agosto 2012

Giovani e lavoro: fondi europei, opportunità per fare impresa. Intervista alla dr.ssa Barbara Chiavarino, esperta in tecniche di progettazione comunitaria

La relazione tra giovani e lavoro in molti Paesi presenta molteplici criticità, acuite anche dalla crisi economica che alimenta disoccupazione e precarietà. In Italia, in particolare, sono urgenti – sottolineano associazioni e sindacati – regimi di tassazione agevolati e, soprattutto, strumenti che favoriscano l’accesso al credito. 

Un’opportunità, in questo senso, è costituita dai fondi europei per le piccole e medie imprese, come sottolinea al microfono di Amedeo Lomonaco la dott.ssa Barbara Chiavarino, esperta in tecniche di progettazione comunitaria per il reperimento di finanziamenti europei ed internazionali:

Risposta: E’ dal 2008, cioè dalla pubblicazione dello “Small Business Act”, che la Commissione Europea rimarca e promuove azioni per favorire l’imprenditorialità dei giovani. Ci sono due tipi di modalità: una prima tipologia, attraverso i fondi del Programma quadro per la competitività e l’innovazione, destinati alle micro e alle piccole imprese. Questi sono fondi che prevedono erogazioni, attraverso prestiti, e sono gestiti a livelli nazionali e locali. La seconda forma è l’iniziativa “Erasmus per i giovani imprenditori”, un’iniziativa che la dice lunga su cosa l’Europa pensa sia necessario che i giovani facciano. Cioè che i giovani abbiano degli scambi a livello europeo, prima di tutto, ma anche internazionale, con imprenditori del settore in cui vogliono aprire, che siano imprenditori con esperienza in altri Paesi europei.

Domanda: Dunque, un programma ambizioso per far crescere l’Europa…

Risposta: Per l’Europa questo è fondamentale. Il fatto che si faccia esperienza, si crei un contesto europeo in cui la creatività viene promossa attraverso la mobilità, la conoscenza, la messa al centro dei talenti dei giovani. I giovani devono muoversi, devono avere questa opportunità per andare ad imparare fuori dal loro Paese che cosa si fa, per andare a scovare le eccellenze dove ci sono. In questo caso è come se un giovane, che sia fortemente motivato ad aprire un’attività, possa andare a fare un tirocinio spesato all’estero, presso un imprenditore affermato, a cui lui vuole - come si diceva una volta - “rubare il mestiere”.
 




Fonte: Radio Vaticana (intervista del 24 agosto 2012)