lunedì 28 gennaio 2013

Cercasi esperti per fornire consulenza sul futuro programma Horizon 2020

Per definire le priorità del futuro programma  dell'Unione europea per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione, Horizon 2020, la Commissione europea sta invitando gli esperti di tutti i settori a fornire il loro contributo, attraverso la creazione di gruppi consultivi.

I gruppi consultivi forniranno consulenze tempestive e di alta qualità per la preparazione degli inviti a presentare proposte di progetto nell'ambito del futuro programma Horizon 2020.

I gruppi verranno istituiti in relazione a tematiche che costituiscono fonte di grande preoccupazione per i cittadini europei, ad esempio come affrontare i cambiamenti climatici, rendere le energie rinnovabili più accessibili, assicurare alimenti sicuri o far fronte alle sfide dell'invecchiamento della popolazione. Promuoveranno il dialogo a tutti i livelli di governo, società civile e imprese di tutti gli Stati membri dell'UE e influenzeranno l'orientamento del finanziamento della ricerca e dell'innovazione dell'UE da qui al 2020.

I gruppi consultivi di esperti inizieranno i lavori nella primavera di quest'anno per fornire consulenza in tempo per i primi bandi del programma Horizon 2020, che dovrebbero essere pubblicati entro la fine del 2013.

E' già possibile registrarsi ai primi gruppi consultivi (scadenza: 6 marzo 2013)
 

sabato 26 gennaio 2013

Contribuzione dell'Italia all'Unione europea: relazione 2012 della Corte dei Conti

Dalla Relazione 2012 sui rapporti finanziari con l'UE e sull'utilizzo dei fondi comunitari della Corte dei Conti, emerge che il contributo dell'Italia all'Unione Europea cresce ed arriva a 16 miliardi di euro (+4,9%) mentre ne riceve appena 9,3.

Tra il 2005 e il 2011 l'Italia ha avuto nel complesso un saldo negativo tra i contributi versati all'UE e le risorse ricevute pari a 39,3 miliardi. 

L'Italia, si legge nella relazione, è il terzo ''contribuente netto'' (vale a dire, i Paesi che hanno mostrato saldi negativi) dopo Germania e Francia e prima di Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio e Svezia. Solo nel 2011 sono stati versati all'UE 16 miliardi, "il massimo storico del settennio 2005-2011", con un saldo negativo pari a 6,7 miliardi.

La contribuzione italiana subisce anche l'effetto - rileva la Corte dei Conti - dell'esito negativo delle procedure di infrazione promosse nei confronti del nostro Paese (per il 2011  è stata rilevata una cifra di 54,1 milioni, quantificata peraltro soltanto rispetto ad alcune procedure). 

La Relazione ha preso in esame anche l'andamento dei programmi riconducibili alla politica di coesione socio-economica e, in particolare, gli interventi facenti capo a tre Obiettivi strategici: Convergenza; Competitività regionale ed occupazione; Cooperazione territoriale. Dall'analisi emerge che per tutti gli Obiettivi si registra un miglioramento nei livelli di attuazione rispetto ai ritardi iniziali.

Ad esempio, l'Obiettivo Convergenza che può contare su 43,6 miliardi di euro (suddivisi in parti pressochè uguali tra contributi comunitari e cofinanziamento nazionale) destinati alle Regioni del Sud ed erogati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) ed il Fondo sociale europeo (FSE), ha registrato una forte accelerazione di una serie di iniziative come l'adozione di un Piano di Azione Coesione che rimodula e riconcentra gli interventi stessi. Ma nonostante questo restano "ancora seri interrogativi sulla capacità delle nostre Amministrazioni, centrali e regionali, di riuscire ad utilizzare tutte le risorse allocate". 

Si tratta di 15,8 miliardi di euro per l'Obiettivo Competitività regionale ed occupazione, destinato alle altre Regioni, e di 2,6 miliardi di euro per i programmi a partecipazione italiana per l'Obiettivo Cooperazione territoriale europea (che raggruppa la cooperazione transfrontaliera, transnazionale ed interregionale).

La Corte dei Conti auspica quindi "l'impegno di tutti i soggetti interessati affinché si pervenga, alla fine del ciclo di programmazione, al massimo utilizzo delle somme stanziate".

Un capitolo è dedicato anche al tema delle irregolarità e delle frodi a danno del bilancio comunitario. La relazione "sottolinea che, nell'anno 2011, si è registrato un rilevante incremento complessivo degli importi da recuperare (382,6 milioni, di cui il 94,4% ascrivibili ai Fondi strutturali ed il 5,6% ai Fondi agricoli)".

Al centro dell'attenzione della Corte soprattutto i programmi regionali che incidono per il 94,7% sugli importi complessivi di irregolarità e frodi. Sono soprattutto le Regioni meridionali a incidere pesantemente con il 92,9%: la Sicilia con 153,5 milioni di euro, a seguire Calabria (91,5 milioni di euro),  Puglia (76,2 milioni di euro) e Campania (14,3 milioni di euro). Ma - rileva la Corte dei Conti - il fenomeno colpisce anche altre regioni come la Liguria (9,8 milioni di euro), il Lazio (4,2 milioni di euro), il Piemonte (2,4 milioni di euro). Altre regioni hanno invece importi al di sotto del milione di euro.

Spiega la Corte dei Conti come il fenomeno delle irregolarità e delle frodi "desta allarme, anche in considerazione del fatto che, tra i sistemi utilizzati, è frequente la mancata realizzazione delle attività finanziate, soprattutto nel settore dei contributi pubblici. Tale condotta, oltre ad essere strumentale all'illecita distrazione dei fondi concessi, danneggia le finalità specifiche dei contributi, che attengono alla riqualificazione professionale dei lavoratori ed allo sviluppo delle attività imprenditoriali, e vanifica l’obiettivo di incentivare la crescita nei settori e nelle aree interessate".


Fonte: Dipartimento Politiche Europee - Presidenza del Consiglio dei Ministri 

mercoledì 23 gennaio 2013

Risultati della consultazione pubblica sulla cittadinanza UE

La Commissione europea ha pubblicato una Relazione e un Flipbook con i risultati chiave circa la consultazione pubblica sulla cittadinanza UE. 

La consultazione online è rimasta aperta dal 9 maggio al 27 settembre 2012 e chiedeva ai cittadini e le organizzazioni di proporre, in base alla loro esperienza pratica, le loro idee su come superare gli ostacoli incontrati dai cittadini viaggiando, studiando, lavorando, vivendo o partecipando alle elezioni in Europa.

La consultazione pubblica mirava ad offrire uno spazio pubblico in cui i cittadini e le loro organizzazioni potessero esprimere la propria opinione sullo sviluppo ella cittadinanza UE e sulla UE in generale. I

Il dibattito con i cittadini continuerà durante tutto l’Anno Europeo dei Cittadini 2013.

Fonte: Eurodesk